A cura di Federico Orsini

Giuseppe Battiston è ormai un notissimo e apprezzato attore teatrale e cinematografico. Diplomato alla Scuola d'arte drammatica Paolo Grassi di Milano, inizia subito la sua intensa collaborazione con Silvio Soldini, conquistando il grande pubblico ed il successo con la partecipazione all’acclamato “Pane e tulipani”, che gli vale un David di Donatello e un Ciack d'oro come miglior attore non protagonista. La sua carriera decolla e tanti sono i successi sul grande schermo, con Cristina Comencini, con Paolo Genovese e tanti altri, o anche in TV.

Ritroveremo Battiston alla riapertura dei teatri (ci auguriamo presto!) nello spettacolo “Winston vs Churchill”, da lui scritto e interpretato, tratto dal libro “Churchill. Il vizio della democrazia” di Carlo Gabardini. La pièce, con la sapiente e indovinata regia di Paola Rota, ci fa ritrovare il politico e statista, che fu Primo ministro del Regno Unito dal 1940 al 45 e dal 51 al 55, ormai invecchiato e alle prese con una diligente infermiera, la bravissima Maria Roveran, che, in un continuo incontro-scontro, riesce a tirar fuori il lato umano e ineditamente bambinesco del protagonista. Il grande uomo, che rappresentò sempre con dignità la sua nazione e che - afferma Battiston - «… ha segnato l’Europa in un periodo delicato del Novecento», rivive sulle tavole del palcoscenico «… in antitesi al “pensionato”, ormai invecchiato, con i suoi acciacchi e che, come un uomo qualunque, non disdegna la sua poltrona e il suo “amico” whisky scacciapensieri».

E in questi tempi burrascosi per la nostra politica, la figura di Sir Churchill, ben lontana dai governanti attuali, ci insegna a distanza di “qualche” anno - dice Gabardini - come “in politica non è utile prendere decisioni con un’alzata di mano o con un voto raccolto con una e-mail!”.