C’è un luogo in Campania dove la storia incontra la spiritualità, dove la letteratura dialoga con l’arte e dove la cultura diventa strumento di crescita collettiva. Quel luogo è Cimitile, e il suo prestigioso Premio Cimitile si prepara a vivere la sua XXXI edizione, confermandosi tra gli appuntamenti culturali più importanti e longevi del panorama nazionale.
La presentazione ufficiale dell’edizione 2026 si è svolta nei giorni scorsi nella Sala Giunta della Regione Campania, cornice istituzionale di grande prestigio che ha accolto autorità, organizzatori, rappresentanti del mondo della cultura e dell’informazione. Un momento particolarmente significativo che ha segnato anche una nuova fase nella storia del premio. Per la prima volta, infatti, il Premio Cimitile si presenta senza la guida del compianto Ermanno Corsi, indimenticato giornalista, scrittore e storico presidente della giuria, figura simbolo della manifestazione e punto di riferimento del giornalismo italiano. La sua eredità culturale e morale resta viva nel solco di una manifestazione che continua a guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.
A raccoglierne il testimone è il giornalista e docente universitario Francesco Giorgino, autorevole firma del giornalismo italiano e professore presso la LUISS di Roma, chiamato a presiedere una giuria di altissimo profilo che ha selezionato le opere e gli autori destinati a ricevere i prestigiosi Campanili d’Argento, simbolo della tradizione religiosa, storica e culturale del territorio nolano. Nel corso della presentazione sono stati annunciati i vincitori dell’edizione 2026: Lorenzo Marone, Francesco Gioia, Natasha Luigia Antonino, Maria Soave, Claudio Cerasa e Giovanbattista Brunori, personalità che con il loro lavoro hanno saputo offrire un contributo significativo al panorama culturale e giornalistico italiano.
Particolarmente emozionante sarà la consegna del Premio Speciale “Ermanno Corsi”, istituito per onorare la memoria dello storico presidente e assegnato quest’anno al professor Paolo Antonio Ascierto, eccellenza mondiale della ricerca scientifica e simbolo dell’impegno medico e umano al servizio della collettività. Dal 13 al 20 giugno, la straordinaria cornice del Complesso Basilicale Paleocristiano di Cimitile tornerà a trasformarsi in un autentico laboratorio di cultura e bellezza. Un luogo unico, dove le antiche pietre raccontano secoli di fede e civiltà e dove, per la trentunesima volta, andrà in scena una settimana ricca di incontri, riflessioni, spettacoli ed emozioni. L’edizione 2026 assume inoltre un significato speciale perché dedicata all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, figura universale di pace, dialogo e amore per il creato. Un tema che attraverserà l’intero programma culturale, offrendo spunti di riflessione di straordinaria attualità.
Il presidente della Fondazione Premio Cimitile, Felice Napolitano, ha sottolineato come l’obiettivo della manifestazione sia quello di intrecciare letteratura, arte, musica e spiritualità, creando occasioni di incontro e valorizzando il patrimonio culturale dell’area nolana in una prospettiva sempre più ampia e condivisa. Numerosi gli appuntamenti di rilievo che arricchiranno il programma. Tra questi spicca la mostra curata da Giuseppe Bacco, “Creati per creare. Il Creato di Adamo e Francesco”, un percorso artistico capace di coniugare fede, creatività e riflessione contemporanea.
Grande attesa anche per la presentazione del volume “E se tornasse Francesco” di Padre Enzo Fortunato, voce autorevole della spiritualità francescana, che offrirà una rilettura moderna e coinvolgente del messaggio del Santo di Assisi. Di particolare valore culturale e istituzionale sarà inoltre l’incontro dedicato al saggio “Custodi della democrazia” di Marta Cartabia, appuntamento inserito nelle celebrazioni per gli ottant’anni della Repubblica Italiana e della Costituzione, occasione preziosa per riflettere sui principi fondanti della nostra democrazia. Trentuno edizioni rappresentano molto più di un semplice traguardo numerico. Significano continuità, credibilità, capacità di rinnovarsi e di restare un punto di riferimento per il mondo culturale italiano. Significano aver costruito negli anni un patrimonio di idee, relazioni e valori che oggi rende il Premio Cimitile una delle esperienze culturali più significative del Mezzogiorno.
Mentre i riflettori si accendono ancora una volta sul Complesso Basilicale di Cimitile, cresce l’attesa per una manifestazione che continua a raccontare il meglio della cultura italiana. Una festa del pensiero e della conoscenza che unisce passato e futuro, memoria e innovazione, territorio e respiro nazionale. Perché il Premio Cimitile non è soltanto un premio letterario. È un viaggio nella bellezza della cultura, un ponte tra generazioni e un patrimonio collettivo che, da trentuno anni, continua a illuminare il cammino di chi crede nella forza delle idee.


