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Premio Cimitile 2026, Marta Cartabia: «La democrazia va custodita ogni giorno»

Premio Cimitile 2026, Marta Cartabia: «La democrazia va custodita ogni giorno»

Marta Cartabia ha presentato il saggio "Custodi della Democrazia" durante il terzo incontro del Premio Cimitile 2026. Ex presidente della Corte Costituzionale e già ministra della Giustizia, ha ricordato che la democrazia va difesa ogni giorno e richiede impegno civile continuo.

(4 minuti di lettura)

Dal Complesso Basilicale Paleocristiano di Cimitile si leva un messaggio forte e attuale: la democrazia non è una conquista definitiva, ma un bene prezioso da difendere e alimentare quotidianamente. Terzo incontro dedicato ai libri, al pensiero e al confronto civile è stata la presentazione del volume "Custodi della Democrazia. La Costituzione, le corti e i confini del politico", pubblicato da Egea Editori e firmato da Marta Cartabia, ordinaria di Diritto Costituzionale presso l'Università Bocconi di Milano, prima donna Presidente della Corte Costituzionale e già Ministro della Giustizia della Repubblica Italiana. Un appuntamento che ha assunto il valore di una vera e propria riflessione collettiva sugli 80 anni della Repubblica Italiana, nata dal referendum istituzionale del 2 giugno 1946, dall'elezione dell'Assemblea Costituente e da una pagina destinata a cambiare per sempre il volto del Paese: il primo voto delle donne italiane.

Ad accogliere la prestigiosa ospite sono stati i saluti istituzionali dell'avv. Filomena Balletta, Sindaco di Cimitile, del dott. Felice Napolitano, Presidente della Fondazione Premio Cimitile, dell'avv. Elia Alaia, Presidente dell'Associazione Obiettivo Terzo Millennio, dell'avv. Arturo Rianna, Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Nola, e dell'on. dott. Onofrio Giustino Angelo Cutaia, assessore alla Cultura della Regione Campania. Il confronto è stato arricchito dall'intervento della professoressa Patrizia De Pasquale, ordinario di Diritto dell'Unione Europea presso l'Università Federico Il di Napoli, mentre il dibattito è stato sapientemente coordinato dal giornalista Ottavio Ragone, responsabile della redazione napoletana de “La Repubblica”.

Nel suggestivo scenario delle antiche basiliche, Marta Cartabia ha affrontato uno dei temi più delicati e urgenti del nostro tempo: la fragilità delle democrazie contemporanee. Le istituzioni democratiche, che per decenni sono sembrate solide e inattaccabili, oggi mostrano segnali di indebolimento in molte parti del mondo. Crescono le tensioni tra i poteri dello Stato, aumentano gli attacchi alle Corti Costituzionali e si diffonde una visione che tende a considerare i controlli e i contrappesi democratici come ostacoli anziché garanzie. In questo scenario, il libro della Cartabia propone una riflessione profonda sul ruolo delle Costituzioni e delle Corti Costituzionali nel custodire l'equilibrio democratico.

«Le libertà non sono eterne», è il messaggio che emerge con forza dalle sue pagine e dalle sue parole. Ogni generazione è chiamata a preservarle, proteggerle e trasmetterle a quella successiva. Particolarmente significativa è apparsa la proposta di un “costituzionalismo collaborativo", una visione capace di superare le contrapposizioni ideologiche e istituzionali per costruire un dialogo permanente tra politica, magistratura, istituzioni e società civile. Una prospettiva che non riduce il conflitto democratico, ma lo rende costruttivo, ponendo al centro il bene comune e la tutela dei diritti fondamentali. La riflessione si è inevitabilmente intrecciata con il significato degli ottant'anni della Repubblica Italiana. Ottant'anni non rappresentano soltanto una ricorrenza celebrativa, sono la testimonianza di un lungo percorso costruito attraverso il sacrificio di uomini e donne che, usciti dalle macerie della guerra e della dittatura, seppero dare vita ad una delle Costituzioni più avanzate e garantiste del mondo.

Un percorso che vide protagoniste, per la prima volta, anche le donne italiane, chiamate alle urne nel 1946 per scegliere tra Monarchia e Repubblica e per eleggere l'Assemblea Costituente. Una conquista di cittadinanza e partecipazione che continua ancora oggi a rappresentare uno dei pilastri fondamentali della nostra democrazia. Nel corso della serata è emersa una convinzione condivisa: la democrazia non vive esclusivamente nei palazzi delle istituzioni o nelle aule dei tribunali. Vive nelle scuole, nelle associazioni, nei luoghi della cultura, nelle comunità e nella coscienza dei cittadini.

La serata di ieri consegna al pubblico, fra tanti messaggi, un messaggio di straordinaria attualità: ricordare il passato è importante, ma non basta. La vera sfida è custodire il futuro. Non esiste luogo più adatto delle antiche Basiliche di Cimitile per ricordarci che le grandi civiltà si costruiscono nel tempo, pietra dopo pietra, proprio come la democrazia si difende giorno dopo giorno, cittadino dopo cittadino. Tra la forza della storia e le sfide del presente, il Premio Cimitile continua così ad essere una delle voci più autorevoli del panorama culturale italiano, capace di trasformare la memoria in coscienza e la cultura in responsabilità civile.

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