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Si è spenta "l'insegna" del Politeama

Si è spenta "l'insegna" del Politeama
Aggiornato il (2 minuti di lettura)

Mi rendo conto che spesso questa Stanza si trasforma in una galleria della memoria, nella quale confluiscono ricordi, ma anche emozioni, profumi, sensazioni che riaffiorano appena una notizia arriva a stimolare la mente.

Ho appena letto sul sito di Torresette della morte della signora Casotti, mamma di miei amici, ma soprattutto figura che ha accompagnato l´età dell'adolescenza, quelle immagini che tu incastoni in un´età felice. Mille dettagli sono riemersi: dalle prime uscite da ragazzino senza la scorta di papà ai film delle prime romanticherie, al debutto come padre che accompagna al cinema la figlia: con la signora avrò scambiato pochissime parole, eppure in quei frammenti di vita lei c´era sempre. Perché per tutti era semplicemente la Signora. Molto più di una presenza, era l´insegna del Politeama. Con quella acconciatura anni 60 che evocava proprio le foto delle star del cinema di quel periodo in cui il gossip dominava le pagine dei settimanali anche se tutti pensavamo che fosse solo pettegolezzo.

Lei, Maria Casotti, era l´immagine del cinema così come arrivava a noi ragazzi della provincia addormentata, compagni di calcio di Salvatore e Peppe, i due figli di mezzo, fortunati perché i film potevano vederseli tutti, dai capolavori a volte incomprensibili a quelle pellicole soft che suscitavano sogni poco casti a chi non aveva mai avuto Edwige Fenech come insegnante al liceo. Ci ha visto sfilare tutti, davanti a quella cassa che dominava con discrezione, intere generazioni di torresi che vedevano cadenzate le proprie settimane dal passaggio al cinema. D´inverno e d´estate, quando ci si trasferiva nell'arena, all'Estivo.

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Non che ci fosse molto da fare, neppure allora, a Torre. Quella però era una certezza: platea o galleria a seconda della disponibilità economica del momento, spesso con il corredo della lettura della recensione pubblicata sul Mattino. C´era perfino la possibilità di scegliere tra quattro sale a un certo punto della piccola storia torrese, ma il primato di solito spettava al Politeama, alla selezione proposta dal Salotto di Torre Annunziata, come pomposamente veniva indicato. Non c'era ancora stata la tripartizione tra Didì, Vavà e Pelè, nomi scelti per battezzare la tripartizione imposta dal mercato, erano i tempi delle sale fumose, del tetto che a un certo punto si apriva per diradare la nebbia: eravamo tutti fumatori, anche chi non aveva mai fatto un tiro da una Marlboro.

Vallo a spiegare a un ragazzo di oggi, come si viveva nel secolo scorso. Io ci ho provato. Signora, grazie anche di questo.

* già vice direttore di Canale 5 e direttore di Sky Sport

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