A cura di Massimo Corcione*

A rimontare si fa più fatica, ma c’è più gusto. Da anni noi tifosi del Savoia viaggiamo eternamente in ascensore: una stagione su, una anzi due giù, con una sofferenza degna di un giro sulle montagne russe. Ma vuoi mettere l’adrenalina? La serie B sembra più lontana dei 16 campionati che la separano, fu un meraviglioso sogno di fine secolo che resterà impresso nei nostri cuori e nella nostra memoria. Ancora se lo ricordano, gli altri: il Savoia, un nome nobile per indicare una squadra che fino al derby con il Napoli (forzosamente dirottato in campo neutro) resistette dignit-osamente e alimentò anche qualche illusione. Poi la discesa fu arditissima, senza risalita. Da allora è sofferenza continua, mista a gioie comunque memorabili. 

Il torneo di serie D vinto dopo il duello con l’Akragas conserva, nella nostra galleria dei ricordi, un posto di rilievo, a prescindere dalla categoria. Prepariamoci, ora, a questo campionato di Eccellenza, immaginando lo stadio di nuovo pieno e la curva ancora cantante: è la più efficace iniezione di entusiasmo cui possiamo pensare. Dobbiamo riprenderci presto dalla botta dello scorso anno: la delusione fu tanta con le porte del campo sportivo chiuse per fuga (o cacciata) della squadra e del suo presidente, una di quelle scene che possono segnare la fine di una storia.

Per fortuna si ricomincia, la mediazione di Antonio Immobile e Felicio Ferraro ha consentito di reclutare un’altra dirigenza, un nuovo allenatore e di allestire una formazione che possa interpretare il senso di una squadra. E’ già tanto per riprendere il cammino bruscamente interrotto. L’ultima volta, che combattemmo a livello regionale, la percentuale di torresi in campo era ancora più alta e la guida tecnica era affidata al Dottore, a Pasquale Vitter, l’artefice di un progetto partito dal basso, dalla terza categoria e diventato trionfo.

Si riparte: abbiamo il capitano cuore della città (Guarro), il veterano (Sibilli), il campione (De Rosa); è solo l’asse portante intorno al quale il resto già presenta livelli di affidabilità molto apprezzabili per la categoria.

Torneremo a girare per la Campania, e il tema non è inedito: saranno confini un po’ ristretti per sognare, ma realisticamente sono quelli che rispondono meglio alla nostra condizione attuale. Vincere ci aiuterà a costruire un futuro diverso.

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