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Estorsioni e usura a trans e prostitute dell'area orientale di Napoli, nove misure cautelari

Estorsioni e usura a trans e prostitute dell'area orientale di Napoli, nove misure cautelari

Al vertice del sodalizio criminale una donna. Affari intrecciati con il clan Mazzarella

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Estorsioni e usura a transessuali e prostitute della zona orientale di Napoli. I Carabinieri scoprono una gang legata al clan, con a capo una donna. Arrestati otto componenti il gruppo criminale. I militari della Compagnia di Poggioreale hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Napoli a carico degli indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata all’estorsione e all’usura, e di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Le indagini, effettuate dai carabinieri di Poggioreale e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, hanno permesso di scoprire l’esistenza nell’area est del capoluogo campano del sodalizio criminale, che aveva legami con esponenti apicali del clan camorristico dei “Mazzarella”.

I sodali quotidianamente controllavano i trans che si prostituivano nella zona, ai quali avevano assegnato una “postazione fissa”, ne monitoravano gli spostamenti e gli orari, imponevano con violenza e minaccia il pagamento di 30 euro al giorno: la somma necessaria per esercitare “tranquillamente” il meretricio.

Una donna, Annalisa Improta, 54 anni, di San Giovanni a Teduccio, era al vertice del gruppo criminale e si avvaleva di alcuni soggetti per raggiungere i fini illeciti, tra cui la riscossione del “pizzo” imposto ai transessuali.

Emersi inoltre casi di elargizione di prestiti di denaro con restituzione a tassi usurari, anche con violenza e minaccia.

Nell’ambito dell’indagine sono stati evidenziati gravi indizi di reato in ordine alla condotta di tre degli indagati, che pretendevano una percentuale sui proventi di ragazze dell’Est Europa che si prostituivano nella stessa zona, minacciando di picchiarle in caso di mancata corresponsione.

Uno degli indagati, con modalità imprenditoriali, prendeva in affitto immobili in rinomate località turistiche campane (in particolare a Ischia e Sorrento) mettendoli a disposizione di prostitute e transessuali affinché vi esercitassero il meretricio, il tutto procacciando loro clienti con inserzioni pubblicitarie sul web e curando accuratamente tempi e tariffe.

Inizialmente, gli arrestati erano otto, poi i carabinieri hanno preso anche un nono indagato, finora irreperibile.

GLI ALTRI ARRESTATI

Gabriele Palumbo, 44 anni, già ai domiciliari per altra causa;

Luigi Barile, 25 anni;

Sergio Sapienza, 50 anni; 

Daniele Noviello, 44 anni; 

Francesco Mazzarella, 25 anni;

Antonio Sarnelli, 32 anni, già detenuto in carcere per altra causa;

Vincenzo Campolongo, 40 anni, l'unico non napoletano (risiede ad Eboli);

Vincenzo Micale, 35 anni.

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