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Crisi economica, un anno da dimenticare

Crisi economica, un anno da dimenticare
(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione
Chi mastica un po’ di economia sa che il livello dell’inflazione è strettamente correlato alla quantità di moneta in circolazione. Più si spende, più l’inflazione, ossia l’aumento generalizzato dei prezzi, tende ad aumentare. Il livello raggiunto dal tasso di inflazione oggi si attesta al +3,3%. Un andamento, quindi, inconcepibile e totalmente discordante con l’andamento dei consumi delle famiglie, in netto calo, secondo le previsioni, persino in occasione delle festività natalizie. Ancora una volta, l’unica spiegazione plausibile per una simile crescita dei prezzi, è l’esistenza di forti volontà speculative. Il nuovo Governo dovrebbe allora intervenire con urgenza avviando seri controlli e verifiche sull’andamento dei prezzi, così da arginare, almeno in parte, la drammatica perdita del potere di acquisto delle famiglie. Una perdita che, secondo quando stimato dai dati emersi in questi giorni, equivale, per ogni famiglia a reddito fisso, alla rinuncia alla spesa alimentare per un mese. Ma non ci sono solo gli aumenti dei prezzi a determinare forti impatti sul potere di acquisto delle famiglie. Anche le manovre varate dal precedente Governo hanno fatto la loro parte. Secondo i calcoli dell’O.N.F. (Osservatorio Nazionale Federconsumatori) la convergenza tra ricadute inflazionistiche e ricadute della manovra economica comporterà un crollo del potere di acquisto delle famiglie, solo per quest’anno, di 1.621 euro, con catastrofiche ricadute sul versante dei consumi e, quindi, della produzione. Alla luce di questa gravissima situazione è necessario che il Governo intervenga ristabilendo, prima di tutto, l’equità e rilanciando lo sviluppo. A pagare non dovranno essere sempre e solo i soliti cittadini: le risorse per la ripresa andranno ricercate attraverso una decisa lotta all’evasione fiscale, taglio ai costi della politica, tassazione sui grandi patrimoni e sulle rendite finanziarie.
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Se l’Italia sta versando lacrime e sangue, Torre Annunziata ha già da tempo prosciugato le condotte lacrimali e il plasma nelle vene. Circa trecento lavoratori in cassa integrazione e mobilità; poco meno del 50 per cento di giovani disoccupati rispetto alla forza lavoro; commercio sempre più in crisi a causa della riduzione della domanda dei beni di consumo; accisa comunale sui consumi elettrici raddoppiata; tassa sulla spazzatura alle stelle. E’ questo il quadro deprimente della nostra città, dove l’amministrazione comunale tira a campare ed opera più in proiezione delle prossime elezioni comunali che nell’effettivo interesse generale dei cittadini. ANTONIO GAGLIARDI (dal settimanale TorreSette del 23 dicembre 2011)
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