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Torre Annunziata, il segretario del Pd Passeggia chiede scusa alla città: «Gravi errori, ora basta trasformismi»

Torre Annunziata, il segretario del Pd Passeggia chiede scusa alla città: «Gravi errori, ora basta trasformismi»

Dal doppio scioglimento alle scelte delle ultime amministrazioni: autocritica e accuse. «Per non perdere identità e dignità bisogna avere anche il coraggio di perdere»

(6 minuti di lettura)
A cura della Redazione

«Avverto il dovere di chiedere scusa alle cittadine e ai cittadini torresi, a nome del partito che rappresento, per i gravi errori commessi e per le scelte compiute culminate nel duplice scioglimento del 2022 e del 2026».

Parte da una netta assunzione di responsabilità l'analisi del segretario cittadino del Partito Democratico di Torre Annunziata Ciro Passeggia, che ripercorre gli ultimi anni della vita politica locale e, nello stesso tempo, traccia quella che dovrebbe essere la strada del partito in vista della futura ricostruzione del centrosinistra.

Le sue sono «scuse autentiche e sincere, dolorose e sofferte». Il segretario riconosce una responsabilità oggettiva del partito, anche rispetto a decisioni che personalmente sostiene di non aver condiviso. Ma distingue questo piano dalle proprie responsabilità politiche e ricostruisce le posizioni assunte negli anni.

Argomenti

«Nel 2017 mi dimisi, non condividevo quel percorso»

Il primo passaggio riguarda il 2017, quando decise di lasciare la segreteria prima dello svolgimento del congresso.

«Erano diventate crescenti le perplessità e i dubbi sul percorso avviato nei mesi precedenti. Avevo difficoltà a condividere, sia politicamente sia amministrativamente, le scelte che stavano maturando. Non esitai a dimettermi: non bisogna mai affezionarsi troppo alle funzioni».

Una distanza politica che, secondo la sua ricostruzione, diventa ancora più evidente nel 2021, durante l'amministrazione guidata da Vincenzo Ascione.

La rottura con l'Amministrazione Ascione

In quella fase il segretario rivendica di aver sostenuto il lavoro del commissario Paolo Persico e la scelta di collocare il Pd all'opposizione della Giunta Ascione.

Passeggia ricorda il voto contrario al Bilancio di previsione 2021, la richiesta dell'invio della Commissione d'accesso prefettizia e la raccolta delle firme per arrivare allo scioglimento anticipato del Consiglio comunale. Successivamente arrivò lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche.

«Sono orgoglioso di avere appoggiato quelle scelte e di non avere condiviso l'opposizione di facciata di alcuni che di giorno attaccavano l'Amministrazione e di sera negoziavano qualche posto al sole».

Le critiche alle scelte del 2024

Molto severo anche il giudizio sulla stagione politica iniziata con la candidatura a sindaco di Corrado Cuccurullo.

Il segretario Passeggia precisa di non aver partecipato alla discussione che condusse alla sua candidatura e contesta alcune delle decisioni adottate successivamente, a cominciare dalla composizione della Giunta.

«Ho considerato profondamente sbagliato nominare assessori senza competenze politiche, amministrative o tematiche. Non ho condiviso neppure la scelta di affidare la rappresentanza del Pd a personalità che si erano battute per l'affermazione del centrodestra».

Ancora più grave, a suo giudizio, sarebbe stato l'allargamento della maggioranza a esponenti provenienti dalla Lega e dal centrodestra e a quelli che definisce «civici di facciata».

Una contraddizione rispetto alla promessa di rinnovamento che, secondo il segretario dem, sarebbe emersa anche nella distribuzione di incarichi e nella scelta di figure presenti da decenni sulla scena politico-istituzionale.

«Avevamo denunciato ritardi e problemi»

Il dissenso diventa pubblico nel corso del 2025. Il segretario ricorda i comunicati attraverso i quali la maggioranza del Circolo Pd aveva evidenziato ritardi amministrativi e criticità nella gestione della città.

Dalla cura del verde alla manutenzione delle strade, fino ad alcune questioni irrisolte da anni: il costone di via Marconi, le arcate borboniche, gli immobili di via Tagliamonte adiacenti allo stadio e la destinazione del patrimonio immobiliare pubblico.

All'obiezione secondo cui si trattava di problemi ereditati dal passato, Passeggia replica con una domanda: «Se non si affrontano i nodi irrisolti, quale sarebbe il cambio di passo? E proprio perché si tratta di problemi difficili, perché non sono state chiamate al governo della città persone dotate di competenze e riconosciuta autorevolezza?».

Il concetto viene sintetizzato in maniera ancora più dura: «Nessuna logica degli "amichetti" può sostituire il rigore morale e le competenze vere».

Il tentativo dell'autunno 2025

All'inizio dell'autunno, racconta ancora il segretario, gli organismi sovracomunali del Pd chiesero alla maggioranza del Circolo di «dare una mano» al governo cittadino.

La risposta fu la richiesta di un cambiamento complessivo dell'azione amministrativa e della sostituzione di alcune figure in ruoli fondamentali con personalità competenti e «esenti da qualsiasi dubbio etico».

Una proposta che, secondo la ricostruzione, non avrebbe trovato accoglimento, anche attraverso una progressiva dilatazione dei tempi.

Poi arrivò la nomina della Commissione d'accesso e lo scenario cambiò radicalmente, fino al nuovo scioglimento.

«Ora bisogna aiutare la Commissione straordinaria»

Lo sguardo si sposta quindi sul presente. Il segretario riconosce «la serietà del lavoro della Procura e degli organi di polizia giudiziaria» e invita la città a sostenere l'attività della Commissione straordinaria.

Un compito che, sottolinea Passeggia, non riguarda soltanto i partiti: «Devono farlo tutte le forze politiche nazionalmente rappresentate, le organizzazioni sindacali, le associazioni e l'intera cittadinanza. Senza l'aiuto dei cittadini non è possibile cambiare la realtà».

Ma la vera partita, sostiene, sarà quella che si aprirà quando Torre Annunziata tornerà al voto.

«Mai più trasformisti e cambi di casacca»

Su questo punto vengono fissati paletti molto rigidi. «Non ci potrà essere spazio per i trasformisti e per gli habitué delle altalene tra le coalizioni».

Il futuro centrosinistra, nella sua visione, dovrà chiudere con il sistema delle liste civiche costruite intorno a interessi personali e con candidature prive di una chiara appartenenza politica.

«La destra con la destra, il centrosinistra con il centrosinistra», sintetizza.

Anche il metodo per scegliere la futura classe dirigente dovrà cambiare. Le candidature dovrebbero vedere un'assunzione di responsabilità diretta almeno dei vertici regionali dei partiti, mentre il percorso per individuare il candidato sindaco dovrebbe essere completamente ribaltato rispetto al passato.

Prima il programma, concreto e dettagliato, e soltanto dopo il nome del candidato alla carica di primo cittadino.

Anche il futuro gruppo consiliare del Pd, aggiunge, dovrà essere «rappresentanza del partito e non un corpo separato autoreferenziale».

«Meglio perdere che perdere identità e dignità»

È forse questa la frase che sintetizza maggiormente la posizione politica espressa dal segretario: «Per non perdere identità e dignità bisogna correre il rischio di perdere».

Riconosce di avere commesso errori nel proprio percorso politico, ma respinge qualsiasi interesse personale: «Ho certamente sbagliato, ma mai in malafede. Non ho mai inseguito vantaggi personali».

E annuncia che si batterà perché questa impostazione diventi la linea ufficiale del Partito Democratico di Torre Annunziata, anche se lascia intendere che la sua esperienza alla guida del Circolo potrebbe essere vicina alla conclusione.

«Credo che non mi ricandiderò alla guida del Circolo».

La conclusione, però, contiene anche un avvertimento politico molto netto. Se nel Pd dovesse prevalere una linea di continuità con le ultime due consiliature, la sua scelta potrebbe andare ben oltre la rinuncia alla segreteria.

«Se dovesse prevalere una linea continuista ne trarrò le conseguenze, anche le più radicali, perché nulla può costringermi a mortificare i miei convincimenti e la mia coscienza».

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