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La nuova giunta Starita e i dubbi sui consiglieri delegati

La nuova giunta Starita e i dubbi sui consiglieri delegati
(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione
Il sindaco Starita (foto), nella distribuzione delle deleghe ai sette assessori, ha ritenuto non assegnare quelle alle Finanze e Bilancio; Attività Produttive e Commercio; Igiene Urbana e Ambiente; Sport. Quattro deleghe importantissime che sono state avocate a sé dal primo cittadino. Il motivo? Escludendo un tale accentramento di deleghe da parte di Starita (sarebbe pressoché impossibile occuparsi in prima persona di materie così complesse), probabilmente l’intenzione del sindaco è quella di assegnarle ai consiglieri comunali e/o ai membri del suo staff. Cosa alquanto stravagante e - secondo me - inapplicabile. Primo, perché le deleghe devono essere sempre in capo ad un membro dell’esecutivo. Il sindaco, semmai, può affidare delle sub-deleghe a consiglieri comunali nell’ambito delle delega stessa. Un esempio: una sub-delega dello Sport potrebbe essere quella dei “rapporti con le società e associazioni sportive”, ma non lo Sport inteso nella sua interezza. Lo stesso ragionamento vale anche per le altre deleghe. Secondo, in maniera più restrittiva, la figura di consigliere delegato contrasta con l’impianto della normativa che si è affermata nel corso degli anni Novanta. Mentre prima, il consiglio eleggeva direttamente gli assessori ed aveva competenza diretta anche nella ordinaria amministrazione, il fatto che il sindaco o il presidente della provincia attribuisse momentaneamente o permanentemente un incarico ad un consigliere per seguire un tema o un settore dell’amministrazione era coerente con la norma che affidava quasi interamente la competenza amministrativa al consiglio. Oggi il consiglio non esprime più direttamente l’esecutivo, non ha più competenze gestionali, approva gli atti fondamentali dell’ente, svolge la funzione di indirizzo politico-amministrativo e di controllo sull’attività dell’ente. Il consigliere, quindi, non può essere chiamato a gestire direttamente un settore dell’amministrazione per conto del sindaco perché si troverebbe contemporaneamente nella posizione di controllato (in quanto consigliere delegato) e di controllore (in quanto consigliere). La normativa attuale impone la separazione dei ruoli tra esecutivo e consiglio. ANTONIO GAGLIARDI da TorreSette del 29 giugno 2012
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