Doveva forse rappresentare il segnale politico capace di riaprire uno spiraglio, il “fatto nuovo” necessario per convincere il sindaco Corrado Cuccurullo a ritirare le dimissioni. E invece, almeno per ora, nulla sembra essere cambiato.

Nella giornata di ieri, sabato 22 maggio, è stato diffuso un documento firmato dagli assessori della giunta Cuccurullo con cui tutti rimettevano le proprie deleghe nelle mani del primo cittadino, aprendo alla possibilità di varare una nuova giunta tecnica in grado di affrontare le delicate sfide future dell’Ente.

Un’iniziativa che molti avevano interpretato come un passaggio concordato con lo stesso sindaco e finalizzato proprio a favorire un suo ripensamento. In città, infatti, si era diffusa la convinzione che il gesto degli assessori fosse stato studiato per creare le condizioni politiche utili a ricompattare l’amministrazione.

Ma, secondo informazioni in nostro possesso (anche se in politica l'imprevedibilità è dietro l'angolo), Cuccurullo sarebbe deciso a non tornare sui suoi passi, confermando la linea assunta il 5 maggio scorso. Una data tutt’altro che casuale: è lo stesso giorno in cui il procuratore Nunzio Fragliasso pronunciò il duro intervento nei confronti dell’amministrazione comunale, parlando apertamente di contiguità con la camorra e di illegalità all’interno del Comune.

Parole pesantissime che avrebbero segnato profondamente il sindaco, già amareggiato anche per i recenti episodi che hanno coinvolto due consiglieri comunali. Da quel momento, il primo cittadino avrebbe maturato la convinzione di chiudere qui la propria esperienza amministrativa, senza che le pressioni e gli appelli di consiglieri e assessori riuscissero a fargli cambiare idea.

Se questa dovesse essere davvero la decisione definitiva, sarebbe difficile persino contestarla. Anche nello scenario più favorevole - quello di un Comune non sciolto ma sottoposto a prescrizioni ministeriali - Cuccurullo si ritroverebbe comunque a guidare l’Ente in una fase delicatissima, segnata da inchieste, tensioni politiche e da una pesante vigilanza istituzionale.

Una condizione che metterebbe in difficoltà qualunque uomo politico esperto, figurarsi un professore universitario prestato alla politica e arrivato alla guida della città con l’idea di imprimere una svolta amministrativa e morale.

Dopo 632 giorni di amministrazione, dal 1 luglio 2024 al 25 maggio 2026, potrebbe dunque chiudersi - il condizionale resta obbligatorio - il mandato del sindaco Corrado Cuccurullo. Un epilogo che appena due anni fa sarebbe sembrato impensabile, soprattutto alla luce della netta affermazione elettorale del centrosinistra e del 69,3% ottenuto dal candidato sindaco al ballottaggio nel giugno 2024.

Come si sia arrivati a questo punto, in una città che già aveva conosciuto il trauma dello scioglimento per infiltrazioni camorristiche, resta la domanda più difficile. Ma forse, dietro ogni crisi politica e istituzionale, esistono responsabilità, sottovalutazioni e dinamiche che prima o poi emergono.

E come spesso accade, dietro ogni crisi c’è sempre una spiegazione. E noi proveremo a raccontarla nel prossimo appuntamento con i nostri lettori, come si suol dire, “a bocce ferme”.