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Scioglimento del Comune di Torre Annunziata, Mazzella: “Non è la legge a fallire, ma la politica locale”

Scioglimento del Comune di Torre Annunziata, Mazzella: “Non è la legge a fallire, ma la politica locale”

Il senatore del M5S invita la città a evitare il revisionismo: “Cambiare l’articolo 143 sarebbe un errore. Serve una nuova cultura amministrativa e un vero patto di legalità”.

(3 minuti di lettura)
A cura della Redazione

La legge non è il problema

«Rompere lo specchio non cambia l’immagine». È questa la metafora scelta dal senatore del Movimento 5 Stelle Orfeo Mazzella per commentare il nuovo scioglimento del Comune di Torre Annunziata per infiltrazioni camorristiche, il terzo negli ultimi 33 anni dopo quelli del 1993 e del 2022.

In una lunghissima riflessione pubblica (per leggerla integralmente CLICCA QUI), Mazzella respinge con decisione la tesi secondo cui il ripetersi degli scioglimenti dimostrerebbe l’inefficacia della legge. «Il problema non è la norma, ma il metodo di governo locale e l’incapacità della politica di liberarsi da logiche e condizionamenti che da anni frenano la città», sostiene il parlamentare.

Il senatore ricorda che l’articolo 143 del Testo Unico degli Enti Locali non rappresenta una sanzione penale, ma uno strumento di prevenzione volto a tutelare le istituzioni dal rischio di infiltrazioni criminali. Per questo, sottolinea, eventuali archiviazioni o assoluzioni sul piano penale non smentiscono automaticamente uno scioglimento disposto sul piano amministrativo. «I due percorsi viaggiano su binari diversi e valutano aspetti differenti della stessa vicenda», evidenzia.

I precedenti del 1993 e del 2022

Gran parte dell’analisi ripercorre le vicende che portarono allo scioglimento del 2022. Mazzella richiama le criticità evidenziate allora dalla Prefettura: rapporti considerati inopportuni tra amministratori e soggetti vicini ad ambienti criminali, carenze nei controlli sugli affidamenti pubblici, problemi nella gestione delle società partecipate, ritardi nell’utilizzo dei beni confiscati e nel completamento del sistema di videosorveglianza cittadino.

Secondo il senatore, la città non ha saputo cogliere i segnali di allarme lanciati negli anni dalle istituzioni dello Stato. Dalla diffida prefettizia del 2014 fino allo scioglimento del 2022, passando per i rilievi del Ministero dell’Economia e per le sollecitazioni dei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica, sarebbero emerse numerose occasioni per correggere la rotta. «La diffida del 2014 e lo scioglimento del 2022 avrebbero dovuto rappresentare un punto di svolta. Quello scatto in avanti richiesto dalle istituzioni non c’è stato», afferma.

Il mancato cambio di passo

Mazzella rivendica inoltre la proposta avanzata dal Movimento 5 Stelle all’inizio dell’ultima consiliatura di sottoscrivere un “patto di legalità” tra maggioranza e opposizione, proposta che non trovò accoglimento. «Non era una lista di proscrizione, ma una bussola per garantire trasparenza, discontinuità e controlli preventivi», osserva.

Il parlamentare ritiene che il nuovo scioglimento debba spingere l’intera comunità a una riflessione collettiva che coinvolga non solo la politica, ma anche il mondo dell’associazionismo, della scuola, delle parrocchie e dei corpi intermedi. «Non basta attendere l’intervento della magistratura o della Prefettura. Serve una responsabilità diffusa e una cittadinanza attiva capace di pretendere comportamenti trasparenti e amministrazioni all’altezza del proprio ruolo», sostiene.

L'appello alla città

Da qui l’appello alla futura classe dirigente cittadina. «Non bisogna cambiare la legge, ma il metodo di governo. Occorrono competenza, trasparenza, controlli rigorosi, rispetto delle norme antimafia e una selezione della classe dirigente fondata sull’affidabilità e non sugli equilibri di consenso».

Infine, l’invito rivolto alla città è quello di approfondire i documenti ufficiali e non fermarsi alle letture superficiali. «Chi vuole davvero bene a Torre Annunziata deve leggere le carte, comprendere gli errori del passato e costruire una cittadinanza consapevole. Solo così si potrà evitare di ripetere gli stessi errori e voltare davvero pagina».

Per Mazzella, il terzo scioglimento non deve diventare l’occasione per mettere sotto accusa gli strumenti dello Stato, ma il punto di partenza per una profonda autocritica collettiva e per la costruzione di una nuova stagione amministrativa per la città.

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