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Torre Annunziata, il Pd rilancia dopo lo scioglimento del Comune: «Serve una svolta morale e politica»

Torre Annunziata, il Pd rilancia dopo lo scioglimento del Comune: «Serve una svolta morale e politica»

Il Direttivo conferma la linea tenuta sull'amministrazione uscente. Il segretario Passeggia: «Assumerci le nostre responsabilità e ripartire dal rinnovamento». Dinacci: «Occorre una rivoluzione culturale contro la criminalità organizzata»

(4 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Dopo lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni della criminalità organizzata, il Partito Democratico di Torre Annunziata prova a tracciare la rotta per il futuro. Nel corso del Direttivo cittadino, riunito nella sede di corso Vittorio Emanuele III, il segretario Ciro Passeggia ha presentato una lunga relazione politica che rappresenta, di fatto, il documento programmatico con cui il partito intende affrontare la nuova fase apertasi dopo la fine anticipata della consiliatura.

Alla riunione hanno preso parte anche il segretario metropolitano del Pd, Francesco Dinacci, la cui presenza ha di fatto confermato la piena legittimazione dell'attuale Direttivo cittadino, più volte contestato dalla minoranza interna, e il presidente dell'Assemblea del circolo, Giampiero Nitrato Izzo. Nel dibattito sono intervenuti diversi dirigenti, tra cui il segretario dei Giovani Democratici, Matteo Vitulano.

«Tre scioglimenti dimostrano un problema strutturale»

Il cuore della relazione di Passeggia è stato dedicato all'analisi politica dello scioglimento del Comune. Secondo il segretario cittadino, i tre commissariamenti per infiltrazioni camorristiche subiti da Torre Annunziata negli ultimi trent'anni rappresentano la dimostrazione di una permeabilità delle istituzioni alla criminalità che non può più essere considerata episodica, ma strutturale.

Per il Pd è necessario avviare una riflessione profonda sul rapporto tra politica, legalità e costruzione del consenso, riconoscendo che l'opinione pubblica attribuisce al Partito Democratico una parte della responsabilità del fallimento delle ultime esperienze amministrative, indipendentemente dai diversi ruoli ricoperti nel tempo. Da qui la necessità, sostiene Passeggia, di ammettere gli errori commessi e dimostrare di averne tratto insegnamento, impedendo che chi ha contribuito alle scelte ritenute sbagliate possa continuare a rappresentare il partito o il centrosinistra.

«La linea del Pd era giusta»

Nel suo intervento il segretario ha rivendicato la posizione assunta dal circolo nei confronti dell'amministrazione comunale guidata da Corrado Cuccurullo, sostenendo che il Pd aveva preso le distanze già un anno dopo le elezioni, quando, a suo giudizio, erano emerse le prime violazioni degli impegni assunti con gli elettori.

Passeggia ha definito «assolutamente negativa» l'esperienza amministrativa appena conclusa, richiamando le criticità emerse nella relazione della Commissione d'accesso e indicando tra le cause del fallimento l'incapacità amministrativa, la debolezza della classe dirigente e una gestione caratterizzata, a suo dire, da procedure anomale, rapporti conflittuali con gli apparati amministrativi e scarso rigore istituzionale.

Tra le priorità indicate per il futuro figurano una netta chiusura verso il trasformismo politico, il rafforzamento del ruolo dei partiti del centrosinistra, il rifiuto di liste civiche costruite esclusivamente per garantire posizioni di potere e un deciso ricambio della classe dirigente.

Una fase nuova per il partito

Nella parte conclusiva della relazione il segretario ha affrontato anche le dinamiche interne al Pd cittadino, segnate negli ultimi mesi dalle tensioni tra maggioranza e minoranza congressuale. Passeggia ha parlato della necessità di superare le divisioni e aprire una nuova fase fondata sul confronto programmatico, dichiarandosi anche disponibile a fare un passo indietro qualora fosse utile al rilancio del circolo.

L'obiettivo indicato è quello di elaborare, nel giro di pochi mesi, un progetto politico capace di coinvolgere non solo gli iscritti ma anche il mondo dell'associazionismo, della cultura e delle professioni, nella convinzione che il risanamento della città non possa essere affidato esclusivamente ai partiti.

Passeggia ha inoltre sostenuto che il Pd debba assumersi la propria quota di responsabilità rispetto alla qualità delle amministrazioni sostenute negli ultimi anni, rilanciando però il ruolo del partito come strumento di partecipazione democratica e di ricostruzione civile della città.

Dinacci: «Serve una rivoluzione culturale»

A chiudere il confronto è stato il segretario metropolitano Francesco Dinacci (il suo intervento integrale sarà riportato in un prossimo articolo) che ha invitato il partito a vivere questa fase come un momento di profondo cambiamento.

«Occorre il massimo impegno civico per ricostruire un'idea alta di impegno politico, eticamente orientata. Lo scioglimento di Torre Annunziata non può essere derubricato a un passaggio ordinario della città. Serve invece una rivoluzione culturale contro la criminalità organizzata e il Pd deve aprirsi alle energie migliori con spirito inclusivo e un messaggio netto di cambiamento, riflettendo su un processo di nuovo radicamento del partito nella città di Torre Annunziata», ha dichiarato.

Un messaggio che conferma la volontà della dirigenza metropolitana di accompagnare il circolo oplontino in un percorso di ricostruzione politica e organizzativa, dopo una delle pagine più difficili della storia recente della città.

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