E' stato depositato nei giorni scorsi il ricorso al Tar contro lo scioglimento del Consiglio comunale di Torre Annunziata per infiltrazioni della criminalità organizzata.
Secondo indiscrezioni, a sottoscrivere l’atto sarebbero stati l’ex sindaco Corrado Cuccurullo, le ex assessore Tania Sorrentino e Luisa Nastri e il consigliere comunale Alfonso (Roberto) De Rosa.
Il termine per presentare il ricorso
Il termine ordinario per chiedere l’annullamento di un provvedimento amministrativo è di 60 giorni dalla notifica o dalla piena conoscenza dell’atto. Nel caso di Torre Annunziata, il decreto e la relazione ministeriale sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale il 7 luglio 2026.
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Nel calcolo è intervenuta la sospensione feriale dei termini processuali dal 1° al 31 agosto. I 31 giorni di agosto, quindi, non sono stati conteggiati e il termine, assumendo come riferimento la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, sarebbe scaduto il 6 ottobre 2026.
Qual è l’obiettivo del ricorso?
Il ricorso, anche in caso di accoglimento, non determinerebbe il ritorno in carica di Cuccurullo. Le dimissioni dell’ex sindaco, non ritirate entro i 20 giorni previsti dalla legge, sono infatti diventate irrevocabili e hanno prodotto autonomamente la cessazione dell’amministrazione.
Gli obiettivi concreti dell’impugnazione sarebbero dunque altri.
Il primo riguarda il possibile procedimento di incandidabilità. Contrariamente a quanto spesso si ritiene, questa conseguenza non scatta automaticamente per tutti gli ex amministratori: deve essere richiesta dal Ministero dell’Interno e dichiarata dal Tribunale civile nei confronti di coloro che saranno eventualmente considerati responsabili delle condotte che hanno determinato lo scioglimento. L’annullamento del decreto farebbe però venire meno il principale presupposto del procedimento.
Il secondo obiettivo è la difesa dell’immagine personale e politica degli ex amministratori. Una sentenza favorevole consentirebbe loro di liberarsi, almeno sul piano amministrativo, dell’ombra rappresentata dallo scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche.
Infine, l’annullamento potrebbe aprire la strada a un ritorno anticipato alle urne. Restando ferme le dimissioni di Cuccurullo, verrebbe meno il commissariamento straordinario disposto ai sensi dell’articolo 143 del Tuel e Torre Annunziata potrebbe votare prima del 2028, compatibilmente con i tempi del giudizio e con le finestre elettorali previste dalla legge.
Quante possibilità ha il ricorso?
Prendendo come riferimento la giurisprudenza storica, le possibilità di ottenere l’annullamento di un decreto di scioglimento per infiltrazioni mafiose risultano piuttosto limitate.
Una valutazione puramente statistica può essere così sintetizzata: possibilità di accoglimento davanti al Tar: tra il 5 e il 10%; possibilità di ribaltare davanti al Consiglio di Stato un eventuale rigetto del Tar: tra il 3 e il 7%; probabilità complessiva di ottenere l’annullamento definitivo: indicativamente tra il 5 e l’8%.
Nel caso specifico di Torre Annunziata, la posizione dei giudici amministrativi (TAR e Consiglio di Stato) tenderebbe a essere ancor più rigorosa per via di alcuni fattori specifici, tra cui la reiterazione del condizionamento (consiglio comunale sciolto nel 2024).
Si tratta, tuttavia, di percentuali orientative e non di una previsione sull’esito del ricorso di Torre Annunziata. Le probabilità potrebbero aumentare qualora i ricorrenti riuscissero a dimostrare un rilevante errore documentale, una contraddizione decisiva nella relazione ministeriale oppure l’attribuzione all’amministrazione Cuccurullo di fatti riferibili esclusivamente a gestioni precedenti.
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