I formaggi di Alimentale “Forchetta & Cervello” in vetrina alla prestigiosa serata dei "Tre bicchieri 2020" del Gambero Rosso. Domani pomeriggio (martedì 29 ottobre) il via al tradizionale evento organizzato dallo staff del Gambero. Quest'anno cambio di location, si approda al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ubicato in Piazza Museo Nazionale n.19 (mentre le Masterclass, organizzate in occasione del decennale dell’iniziativa saranno ospitate dall’Hotel Costantinopoli, in via Costantinopoli n.104).

Sarà possibile abbinare le novità della collezione Autunno-Inverno dei formaggi di Alimentale “Forchetta e Cervello” ai vini degli oltre ottanta produttori provenienti da varie regioni italiane. “Saremo presenti al Museo Nazionale – spiega l’Ad di Alimentale Giuseppe Di Bernardo - per consolidare sempre più l’idea che l’Italia del food d’eccellenza è sempre più unita dai formaggi selezionati e prodotti da Alimentale e tutelati dal bollino Vero Filiera Sostenibile. Tutte eccellenze che si sposano con i vini di altissima qualità. Un matrimonio felice del quale siamo testimoni entusiasti”.

Sarà possibile degustare il Cacio dei Lattari, il Laceno, il prestigioso Pecorino Bagnolese e gli Etnei. Questi ultimi, formaggi ai Tre Latti di Sicilia con cinque diversi gusti, hanno riscosso successo alla recente anteprima durante “Eruzioni del Gusto” in un altro museo, quello ferroviario di Pietrarsa.

La sala Meridiana

Il museo Archeologico Nazionale di Napoli  è considerato uno dei musei più importanti al mondo. L'edificio, dove trova spazio il museo, è il palazzo degli Studi, che è uno dei più imponenti palazzi monumentali di Napoli. Sorge su un'antica necropoli greca, quella di Santa Teresa.

Ad accogliere l’evento “Tre Bicchieri 2020 Gambero Rosso” sarà la splendida Sala della Meridiana, un tempo chiamato Gran Salone, che si trova al primo piano, alla fine della rampa centrale dello scalone monumentale. Si tratta di un grande salone seicentesco, di forma rettangolare.

Nel 1781 Pietro Bardellino realizzò sulla volta, che era stata in precedenza ricostruita, l'affresco che ancora si può apprezzare: si tratta di una celebrazione delle virtù di Ferdinando IV e di sua moglie, la regina Maria Carolina, quali protettori delle arti.