Quando il caldo si fa sentire e la voglia di accendere i fornelli diminuisce, c'è un piatto che mette tutti d'accordo: l'insalata di polpo e patate. Un grande classico della cucina mediterranea che, tra Campania, Puglia e Sicilia, cambia qualche dettaglio ma conserva sempre la sua anima fatta di ingredienti semplici e genuini.
Servita come antipasto o come piatto unico, è perfetta per un pranzo estivo, una cena in terrazza o una giornata al mare. Il segreto sta tutto nella cottura del polpo: deve rimanere morbido e saporito, senza diventare gommoso.
Ingredienti per 4 persone
- 1 polpo da circa 1 kg
- 600 g di patate
- 2 coste di sedano
- Prezzemolo fresco
- Succo di un limone
- Olio extravergine d'oliva
- Sale
- Pepe nero
- Qualche oliva taggiasca (facoltativa)
Preparazione
Portate a ebollizione una pentola d'acqua e immergete il polpo per tre volte consecutive, tenendolo per la testa: questo piccolo trucco farà arricciare perfettamente i tentacoli.
Lasciatelo cuocere per circa 40 minuti, poi spegnete il fuoco e fatelo raffreddare nella sua stessa acqua. In questo modo resterà tenerissimo.
Lessate le patate con la buccia, lasciatele intiepidire e tagliatele a cubetti.
Riducete il polpo a pezzi e unite tutto in una ciotola con il sedano tagliato finemente e abbondante prezzemolo tritato.
Condite con olio extravergine d'oliva, succo di limone, sale e pepe. Mescolate delicatamente e lasciate riposare in frigorifero per almeno mezz'ora prima di servire.
Il consiglio dello chef
Preparate l'insalata qualche ora prima di portarla in tavola. Il riposo in frigorifero permette agli ingredienti di amalgamarsi e rende il piatto ancora più gustoso. Evitate però di servirla troppo fredda: tiratela fuori dal frigorifero una decina di minuti prima.
L'abbinamento
Un bicchiere di Falanghina dei Campi Flegrei o un Fiano di Avellino esaltano perfettamente la delicatezza del polpo e la freschezza del limone.
Curiosità
Nella tradizione marinara campana si dice che il polpo "si spaventa" prima della cottura. È il motivo per cui molti pescatori continuano ancora oggi a immergerlo nell'acqua bollente per tre volte prima di lasciarlo cuocere: un gesto tramandato da generazioni che, oltre alla tradizione, ha anche una funzione pratica, perché aiuta i tentacoli ad arricciarsi e migliora la presentazione del piatto.


