A cura della Redazione

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale i calciatori, i dirigenti e gli staff tecnici di Lazio e Inter, finaliste della Coppa Italia, alla vigilia della sfida decisiva. All’incontro hanno preso parte anche il presidente del CONI Luciano Buonfiglio, il presidente della Lega Serie A Ezio Maria Simonelli, gli allenatori Maurizio Sarri e Cristian Chivu, oltre al ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi.

Tra gli interventi più significativi quello dell’arbitro designato per la finale, Marco Guida, che ha richiamato il valore del rispetto e delle regole nel calcio e nella società.

“Avremo l’obiettivo di far sì che una grande sfida resti leale e rispettosa delle regole. Senza arbitri non esistono partite e rispetto”, ha dichiarato Guida nel corso della cerimonia al Quirinale.

Il direttore di gara ha poi sottolineato il ruolo educativo e civile degli arbitri: “Siamo migliaia ogni settimana, ragazzi coraggiosi che scelgono di mettersi in campo per essere portatori di regole. Quando le parole perdono la misura, anche il confronto perde equilibrio. Mettere in discussione l’arbitro non colpisce solo lui, ma mina il principio di responsabilità che tiene insieme ogni sistema, sportivo e civile”.

Nel suo saluto finale, Mattarella ha ribadito il valore dello sport come occasione di confronto leale e di unità. “Domani sarà un giorno di festa – ha detto il Capo dello Stato –. Oltre 150 Paesi saranno collegati in tv, a dimostrazione di quanto questo evento sia atteso nel mondo”.

Il Presidente della Repubblica ha inoltre rivolto un appello ai tifosi: “Spero che l’invito a disarmare le parole venga raccolto. Disarmare le parole e i comportamenti. Sono certo che sarà uno spettacolo di grande sport”.

Mattarella ha infine evidenziato come il calcio rappresenti “un unico sistema” in cui tutti – calciatori, allenatori, dirigenti, arbitri e tifosi – contribuiscono a costruire una passione condivisa capace di unire milioni di persone.