E' fissata per lunedì prossimo l'udienza di convalida dell'arresto del giovane egiziano, fermato dai carabinieri con l’accusa di aver stuprato una ragazza di 16 anni ad Avezzano a L'Aquila. Il ventenne, attualmente detenuto nel carcere marsicano, dovrà comparire davanti al giudice per rispondere dell'accusa di violenza sessuale, contestata dalla Procura della Repubblica di Avezzano. L’episodio si è consumato in un parcheggio non distante da via Kolbe. Secondo la ricostruzione effettuata dai carabinieri, la minorenne sarebbe stata aggredita e trascinata dietro alcuni cespugli, dove si sarebbe consumata la violenza.
Il ventenne incastrato dal video di una residente
Determinante per l’intervento delle forze dell’ordine è stata la segnalazione di una residente della zona. La donna, affacciata alla finestra della propria abitazione, avrebbe notato quanto stava accadendo e, intuendo la gravità della situazione, avrebbe immediatamente allertato il numero unico di emergenza 112. Contestualmente avrebbe ripreso parte della scena con il proprio telefono cellulare, fornendo agli investigatori elementi ritenuti utili per la ricostruzione dei fatti.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti e raccolto le prime testimonianze. La ragazza è stata soccorsa e accompagnata in ospedale, dove è stata sottoposta ad esami medici e agli accertamenti. Secondo quanto emerso nelle prime fasi dell’inchiesta, la minorenne avrebbe assunto alcolici prima dell’aggressione. Una circostanza che gli investigatori stanno valutando anche sotto il profilo della cosiddetta “minorata difesa”.
Le analisi sugli indumenti
Nel corso delle attività investigative sono stati sequestrati gli indumenti sia della vittima sia dell’arrestato. Il materiale sarà sottoposto ad analisi biologiche e scientifiche. L’indagine è coordinata dal pubblico ministero Luigi Sgambati, che sta seguendo gli sviluppi del caso insieme ai carabinieri della compagnia di Avezzano. Gli investigatori stanno inoltre esaminando tutti gli elementi raccolti nelle ore successive all’aggressione, comprese eventuali immagini di videosorveglianza, presenti nell’area.


