Abdul Ballout, ricercato per l'attacco al Pride di Berlino, è morto. Il 21enne è stato ucciso oggi domenica 26 luglio in un'operazione delle forze speciali nella capitale tedesca è in particolare nel quartiere di Spandau. La polizia di Berlino ha reso noto su X che l'uomo è stato colpito da un proiettile ed è morto nonostante i tentativi di rianimazione. Le forze speciali sono intervenute in un orto dove sarebbe stato individuato un capanno, a quanto pare di proprietà del padre del sospettato. L'operazione è iniziata alle 15: gli agenti hanno isolato l'area, controllata dall'alto dagli elicotteri, e verso le 18 sono entrati in azione.
Il giovane ha affrontato gli agenti con un'arma da taglio, le forze speciali hanno aperto il fuoco e ucciso il 21enne. La ricostruzione di Bild evidenzia che Ballout, individuato grazie alle informazioni fornite da persone a lui vicine, è deceduto alle 18.34. Testimoni hanno riferito di aver sentito due raffiche ravvicinate di 4 colpi ciascuna. Secondo l'agenzia di stampa tedesca Dpa, l'uomo è stato colpito da un proiettile ed è deceduto.
Anche il ministro federale degli Interni Alexander Dobrindt (CSU) ha riferito alla ZDF di un'operazione delle forze speciali durante la quale è stato esploso un colpo d'arma da fuoco e nella quale una persona è morta a seguito dello sparo.
La morte di Ballout non pone fine all'inchiesta sull'attentato, che nella serata di sabato 25 luglio ha provocato la morte di una donna e il ferimento di 29 persone. Gli investigatori hanno raccolto testimonianze secondo cui, a bordo del van utilizzato per l'attacco, sarebbe stata presente una seconda persona. Secondo informazioni ottenute da Bild, gli inquirenti hanno fermato e interrogato tre persone vicine al sospettato. Due di loro sono state rilasciate, mentre una rimane in custodia. "Dobbiamo arrivare ad avere elementi concreti nei confronti di questi individui. Se non ci riusciamo, dovranno essere rilasciati dopo 48 ore", ha spiegato Florian Nath, portavoce della polizia.


