Umberto D’Ottavio, Massimo Fiorio e Luigi Dallai del PD hanno presentato alla Camera una proposta di legge che, perseguendo i principi della sana alimentazione, si propone di eliminare bibite e snack nocivi dai distributori automatici delle scuole e di tutti i luoghi frequentati da minori.
La norma dice: "È vietata la somministrazione, mediante distributori automatici situati negli istituti scolastici e in altri luoghi pubblici abitualmente frequentati da minori, di alimenti e bevande contenenti un elevato apporto totale di acidi grassi saturi, di acidi grassi trans, di zuccheri semplici aggiunti, di sodio, di nitriti e di nitrati utilizzati come additivi, di dolcificanti, di teina, di caffeina, di taurina e di altre sostanze”.
Se si analizzano nel dettaglio gli ingredienti vietati, si evince che ben pochi dei prodotti abitualmente presenti nei distributori automatici potranno ancora essere venduti e per sapere cosa andrà tassativamente eliminato bisognerà attendere la lista dei cibi che verrà redatta dal tavolo interdisciplinare appositamente costituito.
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Coloro che avranno l'onere di stilare l'elenco, dovranno tener conto delle già esistenti linee guida ministeriali, oltre che dei recenti risultati degli studi scientifici e delle indicazioni del “Codice europeo 2014”, dai quali si evince la stretta correlazione tra cattiva alimentazione e obesità infantile.
Fortuna che i parlamentari promotori della proposta siano coscienti del fatto che "la presenza di questi distributori è anche una fonte di reddito, visto che le società pagano un canone che di questi tempi può far comodo agli istituti scolastici" e che bisogna"tenere in conto gli interessi immediati di chi lavora nella distribuzione".
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Staremo a vedere. Quel che è certo è che tra invocazioni alla sana alimentazione e all'educazione alimentare ed esaltazione della filiera corta e della produzione agricola, magari bio, affinché si mettano i giovani nelle condizioni di scegliere il "buono", ci va di mezzo sempre il gestore!


