Dopo il caso del quattordicenne sorpreso con un coltello nello zaino a scuola, a seguito di un litigio avvenuto il giorno precedente con un compagno di classe, arriva un segnale di riconciliazione.
Il sindaco di Terzigno Salvatore Carillo ha promosso un incontro tra i due ragazzi per consentire loro di confrontarsi e provare a lasciarsi alle spalle quanto accaduto.
L'incontro nell'ufficio del sindaco
Il primo cittadino aveva già annunciato pubblicamente la volontà di parlare con il quattordicenne protagonista dell'episodio. Successivamente ha deciso di coinvolgere anche l'altro studente, con l'obiettivo di favorire un confronto diretto tra i due.
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L'incontro si è svolto nell'ufficio del sindaco, nella casa comunale di via Gionti. I ragazzi hanno parlato a lungo e anche i rispettivi genitori hanno avuto modo di confrontarsi, chiarendo le tensioni sorte nei giorni precedenti.
«Ho voluto incontrarli entrambi perché sapevo che avrebbe aiutato a superare quel momento di rabbia e a capire meglio quanto era successo», ha spiegato Carillo.
«Si sono chiariti e si sono stretti la mano»
Il sindaco racconta di un incontro che, con il passare dei minuti, ha assunto toni più distesi. «Abbiamo parlato a lungo, ci siamo fatti anche quattro risate. E alla fine è arrivato quello che speravo: si sono chiariti e si sono stretti la mano. È stato un gesto spontaneo, sincero, vero. Ed è stata la cosa che mi ha fatto più piacere».
Per Carillo, tuttavia, il significato dell'incontro va oltre la riconciliazione tra i due studenti. «Crescere significa anche questo: avere il coraggio di dire “sì, ho sbagliato”, assumersi le proprie responsabilità e chiedere scusa. Tutti possiamo sbagliare, soprattutto quando si è ragazzi, ma diventare adulti – ha aggiunto – significa anche capire la gravità di ciò che si è fatto e scegliere di comportarsi diversamente».
Il sindaco ha quindi ricordato una frase di Eduardo De Filippo ne Il sindaco del rione Sanità: «L’uomo è uomo quando capisce che è venuto il momento di fare marcia indietro, e la fa».
Il video della lite e quei ragazzi che non intervenivano
Durante il confronto Carillo ha chiesto ai due studenti di trasformare quanto accaduto in un messaggio rivolto anche ai propri compagni.
«Ho detto loro una cosa molto semplice: adesso tocca a voi dare l'esempio ai vostri compagni. Perché una delle cose che mi ha fatto più male di tutta questa vicenda – ha precisato – è stato vedere il video del litigio e accorgermi che, mentre se le davano di santa ragione, nessuno interveniva per separarli. Anzi, si sentiva persino qualcuno incitarli. E questo non va bene».
Da qui l'appello rivolto all'intera comunità educativa: «Da episodi come questo dobbiamo imparare tutti qualcosa: ragazzi, famiglie, scuola e istituzioni».
Il ringraziamento alla scuola
Carillo ha rivolto un ringraziamento alla dirigente scolastica Rosaria Murano e ai docenti «per la sensibilità con cui hanno seguito i ragazzi in questi giorni».
Il primo cittadino ha infine sottolineato il valore simbolico dell'incontro e della fotografia che ritrae i protagonisti della vicenda. «In questa foto c’è tutto il mio orgoglio di essere terzignese. Perché racconta la vera Terzigno, quella che conosco e che amo, fatta di persone perbene. Alla fine, anche da una brutta storia può venire fuori qualcosa di buono. E questa volta, forse, sono stati proprio loro due a ricordarcelo».


