A cura di Mario Cardone

Il “sindaco scomodo" resta. Ma non si capisce dove perché a Palazzo de Fusco (al di là di ogni considerazione di merito) è difficile che ci torni perché non risulta che dopo la sua “performance” goda di largo apprezzamento nella popolazione di Pompei.

Detto questo, la politica è bella perché è varia. Tutti possono esprimere le proprie opinioni ma per reggere le sorti di una comunità c’è bisogno del suo consenso, anche se è vero che capita spesso che non coincida con il merito effettivo.

E’ quanto in sintesi sembra prefigurare l’ex sindaco Nando Uliano che, in suo manifesto alla città, annuncia che "tornerà più forte di prima".

«Non lascerò Pompei nelle mani di chi non merita», scrive Uliano.

L'ex primo cittadino, che in queste ore sta tappezzando Pompei con il suo messaggio, annuncia il suo ritorno sulla scena del teatrino politico pompeiano in vista delle prossime elezioni.

L'intento dell’amministratore uscente è per sua stessa dichiarazione di «portare avanti il progetto di cambiamento per il bene della città e dei miei cittadini». Un progetto che Uliano afferma di voler mettere in piedi con il sostegno di chi ha amministrato insieme a lui Pompei per oltre due anni.

A questo punto servirebbe un chiarimento perché sembra oramai dato consolidato che i suoi maggiori consiglieri e collaboratori (il vicesindaco Pietro Orsineri ed il capo di segreteria Coppola) stiano prendendo una direzione diversa dalla sua.

Forse Uliano ha ingaggiato forze alternative dal tessuto sociale di Pompei. Certo è che i fedeli collaboratori ed alleati di due anni fa si stanno allontanando uno alla volta.

twitter: @MarioCardone2  

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