Una diffida e messa in mora, accompagnata da una richiesta di accesso agli atti, è stata presentata dall’associazione Guide Turistiche Campania in merito alle visite guidate promosse dal Parco archeologico di Pompei. L’atto stragiudiziale è stato inoltrato dall’avvocato Bruno De Maria per conto della presidente dell’associazione, Susy Martire.
La diffida è stata indirizzata al Ministero della Cultura, al Parco archeologico di Pompei, al Comando provinciale dei carabinieri di Napoli, all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), al Comune di Pompei e alle tre società che compongono l’Ati a cui è stato affidato il servizio.
Al centro della contestazione vi sono due nuovi percorsi tematici promossi dal Parco: “Pompei civica”, con partenza da Porta Marina superiore, e “Pompei quotidiana”, con partenza da piazza Anfiteatro. Secondo quanto riportato nell’atto, sul sito ufficiale degli scavi i due itinerari vengono presentati come esperienze di visita guidata all’interno dell’area archeologica.
L’associazione sostiene però che il personale impiegato dal concessionario per accompagnare i visitatori non sarebbe abilitato all’esercizio della professione di guida turistica. Inoltre, secondo i rappresentanti della categoria, il contratto di concessione assegnato all’Ati composta da Vivaticket S.p.A., Opera Laboratori Fiorentini S.p.A. e Almaviva S.p.A. non includerebbe l’affidamento dei servizi di guida.
Nel documento si evidenzia infatti che la concessione riguarderebbe esclusivamente l’organizzazione di percorsi temporanei speciali e manifestazioni culturali, con visite a numero limitato dedicate a luoghi non normalmente accessibili al pubblico, nell’ambito delle iniziative denominate “Pompei Special Tours”.
Secondo l’associazione, tali attività prevedono che il concessionario metta a disposizione personale incaricato di accompagnare i gruppi durante la visita e di fornire informazioni di carattere storico, archeologico e paesaggistico almeno in italiano e in inglese. Tuttavia, per le guide turistiche campane questo non sostituirebbe la figura professionale della guida abilitata, che deve aver superato l’apposito esame previsto dalla normativa.
Per queste ragioni, l’avvocato De Maria ha formalmente diffidato il Ministero della Cultura e il Parco archeologico di Pompei a cessare quelle che vengono definite “condotte illegittime e illecite” e a ripristinare immediatamente la legalità.
Contestualmente è stato chiesto all’Anac di attivare i propri poteri di vigilanza e controllo sull’operato del Parco e del concessionario, mentre al Comune di Pompei e ai carabinieri viene richiesto di avviare accertamenti per verificare eventuali irregolarità nell’erogazione dei servizi di visita guidata nei percorsi “Pompei civica” e “Pompei quotidiana”.
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