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Pompei - Il Commissario prefettizio annuncia l’aggiornamento del piano di Protezione Civile

Pompei - Il Commissario prefettizio annuncia l’aggiornamento del piano di Protezione Civile

La pianificazione precedente risaliva al lontano 1992

Aggiornato il (2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Nuovo piano di protezione civile. Il Comune di Pompei ha diffuso un comunicato del commissario prefettizio Donato Cafagna che annuncia l'aggiornamento di quello precedente.

L’incarico è stato affidato al Comando dei Vigili del Fuoco di Napoli - attivando una convenzione approvata dal Ministero dell’Interno -  con il compito di redigere un documento operativo da attivare in fase d’informazione ad operatori e cittadini di Pompei.

Si tratta delle misure da prendere in caso di emergenza Vesuvio e le informazioni necessarie per l'eventuale piano di evacuazione che sarà messo in atto solo se le Autorità competenti lo riterranno necessario sulla base della valutazione del pericolo imminente.

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Dal momento che la pianificazione precedente risaliva al 1992, si è reso necessario rispondere in forma adeguata al rischio che riguarda il territorio vesuviano, in particolare quello classificato come "zona rossa" che investe una popolazione che supera i 500 mila abitanti.

E’ previsto che, sia in fase organizzativa ed informativa della popolazione di Pompei, che successivamente, nell’estrema eventualità di messa in atto di un piano di evacuazione, il comando dei Vigili del Fuoco di Napoli operi in stretta collaborazione con  il servizio comunale di Protezione Civile, costituito presso il Comando dei vigili urbani di Pompei (dove il vice comandante Fontanella ha assunto l’incarico insieme a quello del controllo urbanistico).

Sono previste nei prossimi mesi esercitazioni sulle misure di sicurezza in cui sarà coinvolta tutta la popolazione di Pompei.  

Si ricorda che precedentemente Piazza Falcone e Borsellino fu individuata dal commissario prefettizio Donato Cafagna come area d’emergenza in caso di sisma e/o eruzione vulcanica, fungendo come zona di attesa in caso di fuga. La scelta di Cafagna si basava su uno studio tecnico del dirigente di settore e la proposta del comandante della Polizia Municipale (da cui dipende la Protezione civile).

twitter: @MarioCardone2 

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