A cura di Mario Cardone

Tutti, oramai, a dare addosso ai sindacati FLP e UNSA  sulle forme di lotta messe in campo per la vertenza della salubrità dei luoghi di lavoro negli uffici della Soprintendenza di Pompei.

Anche la CGIL, che la “sequenza di assemblee” le aveva convocate fino a qualche anno fa insieme alle altre sigle sindacali, dal momento che per oltre un ventennio la consuetudine è stata quella di convocare “assemblee a raffica”.

Nel frattempo abbiamo dovuto registrare che, a parte le nostre personali considerazioni negative,  nessuna Autorità locale o superiore aveva protestato contro tale comportamento lesivo all’immagine degli Scavi di Pompei.

Ora che le acque sembrano più calme, dopo che è stato diffuso il comunicato stampa delle sigle sindacali FLP e UNSA, che annuncia l’intenzione di annullare la convocazione dell’assemblea dei lavoratori per il 9 febbraio, che coincide con la visita dei ministri Dario Franceschini e Claudio De Vincenti, insieme alla commissaria europea agli Affari regionali Corina Cretu, che deve fare il punto sui lavori del G.P.P, tutti sparano a zero sui sindacati che hanno portato avanti la vertenza alimentando i sospetti che dietro all'ultimo muro degli Scavi crollato il 27 gennaio, possa esserci stato un intervento doloso.

Anche per questo è entrata in campo la magistratura oplontina chiamata a chiarire ogni cosa su Pompei. 

Unica consolazione per i sindacalisti Antonio Pepe e Giuseppe Urbino arriva dalla solidarietà espressa dal segretario generale di Confsal Unsa Massimo Battaglia che sbotta: «E’ l’ennesima volta, in questo Paese, che un’assemblea indetta dalla quarta forza sindacale del comparto funzioni centrali, nonché prima in alcune amministrazioni, concentra su di sé un’attenzione mediatica che lede gravemente i diritti dei lavoratori e i diritti costituzionali del sindacato».

Battaglia spiega di aver inutilmente cercato il dialogo sulla spiacevole vicenda con il ministro Franceschini «che ha preferito prendere una strada diversa». La sua conclusione è lapidaria: «Non sarà certo il soprintendente Osanna con le sue interviste  a delegittimare il sindacato. Se invece si vuole ridurre la democrazia del nostro Paese a questi termini la risposta di questa forza sindacale (UNSA, ndr) non può che essere quella di proclamare lo stato di agitazione dei lavoratori di Pompei, preannunciato per il 9 febbraio con la presenza prevista di Franceschini».

twitter: @MarioCardone2 

Per essere sempre aggiornato clicca "Mi Piace" sulla nostra pagina Facebook