A cura di Mario Cardone

E' stato recentemente diramato un comunicato stampa delle sigle sindacali FLP e UNSA, protagoniste di una dura vertenza contro il direttore generale della soprintendenza archeologica di Pompei, Massimo Osanna, in cui viene dichiarata l’intenzione di rinunciare alla convocazione dell’assemblea dei lavoratori che era stata convocata per  il 9 febbraio. Vale a dire nella stessa data in cui è prevista la visita dei ministri Dario Franceschini e Claudio De Vincenti, per un tour negli Scavi con la commissaria europea agli Affari regionali Corina Cretu, che ha la supervisione sul Grande Progetto Pompei.

Effettivamente un’assemblea sindacale è una manifestazione democratica e non una forma di contestazione anche se legittimata da sacrosanti argomenti.

Si assiste così all’ultima rappresentazione di una serie di colpi di scena - balzati in prima pagina sui media nazionali - che riguardano la convocazione dell’assemblea che aveva la data originaria del 5 febbraio (prima domenica del mese in cui è previsto l’ingresso gratuito nei musei e siti archeologici statali) nell’ambito di una vertenza che ha presto assunto i toni dell’attacco personale.

Difatti, a seguito dei provvedimenti presi da Osanna per tenere aperti i cancelli degli Scavi (utilizzando personale Ales, non ritenuto abilitato a tale mansione) in concomitanza dell’assemblea del 26 gennaio scorso, i sindacati UNSA e FLP (che l’avevano convocata) lo hanno denunciato ai carabinieri.

Osanna da parte sua ha parlato di “ricatti” in una sua clamorosa intervista che è diventata a sua volta oggetto di querela. E’ stata messa in campo una serie di attacchi e relative contromosse che hanno costituito un colorito scenario diventato presto argomento di cronaca nazionale, che ha giustamente indotto il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, Alessandro Pennasilico,  ad aprire un fascicolo d’inchiesta, includendovi anche il crollo di un muro presso la Casa del Pressorio di terracotta degli Scavi di Pompei, verificatosi il 27 gennaio, vale a dire il giorno dopo l’assemblea convocata per chiedere una maggiore salubrità dei luoghi di lavoro.

Assemblea che è diventata immediatamente occasione di ripicche, risentimenti e carta bollata tra i sindacati autonomi UNSA e FLP e il soprintendente Osanna, che ha ricevuto per il suo comportamento nella vicenda l’attestato di vicinanza e solidarietà dell’ex premier Matteo Renzi. L’inchiesta in corso è al momento solo conoscitiva, per cui non figurano nominativi indagati.

twitter: @MarioCardone2 

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