A cura di Mario Cardone

Riuniti oggi pomeriggio (20 febbraio) in assemblea plenaria, presso l’hotel Amleto, i commercianti, i ristoratori, gli albergatori ed i gestori di parcheggi privati d Pompei chiederanno ufficialmente al Palazzo una convocazione dal commissario prefettizio Maria Luisa D’Alessandro. Un passaggio che appare doveroso ed indispensabile prima di avviare una (probabile) vertenza legale (ricorso amministrativo) per l’annullamento della recente deliberazione dell'ex commissario straordinario Donato Cafagna (che con il trasferimento a Taranto ha lasciato la "castagna bollente" nelle mani del suo gentile sostituto) dell’atto d’indirizzo amministrativo riguardante la ZTL gialla, limitata agli autobus. Provvedimento emesso sulla base delle istruzioni fornite dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.

Un’opposizione popolare al provvedimento allo stato dei fatti appare oggettivamente inevitabile da parte del ceto turistico pompeiano su un argomento fondamentale: la striscia gialla della pianta urbana relativa al flusso dei bus turistici obbligati diretti al checkpoint di piazza Falcone e Borsellino copre anche i confini occidentali di Pompei (quadrivio denominato “Croce di Pasella”). In poche parole è stata letteralmente “tagliata” dalla pianta urbana di Pompei una “striscia” lunga circa 500 metri, che corre lungo via Plinio e comprende un’area agricola (Pioppeto) nei presi della quale dovrebbe sorgere la struttura portante di un hub ferroviario. Che sarà dotato di parcheggio, centro turistico e passerella aerea per entrare negli Scavi di Pompei.

Una probabile svista involontaria per chi (pochi a Pompei) scommette sulla buona fede di chi, dopo aver studiato la materia, ha disegnato il verso e la portata dei flussi di traffico su quattro ruote che riguarderanno in prima istanza i bus turistici diretti agli Scavi e al Santuario della Madonna del Rosario Pompei, per decretare successivamente le tariffe da pagare, le limitazioni, le esenzioni le esclusioni dal pagamento e le facilitazioni.

Rispetto a queste prospettive, gran parte del ceto economico pompeiano che aveva, dopo le barricate, abbandonato la strategia dello struzzo contro la necessità evidente di adeguarsi alla realtà, è restata ostile ad ogni forma di arbitrio ed arroganza ai danni della popolazione di Pompei da parte di chi avesse l’intenzione di sfruttare l’opportunità dei cambiamenti della pianta urbanistica collegata alla valorizzazione della buffer zone Unesco, con l’obiettivo di aprire varchi alle lobbies dell’economia nazionale. “Scippando” così il pane quotidiano dalla tavola di quegli operatori che lo“spazio vitale” se lo sono creato con i sacrifici di intere generazioni.

twitter: @MarioCardone2 

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