A cura di Mario Cardone

La Regio VII è l’ultimo quartiere dell’Antica Pompei pervenuto al traguardo della fine dei lavori pubblici di messa in sicurezza e restauro del Grande Progetto Pompei. Al suo interno sono state inaugurate ed aperte al pubblico - per la prima volta - due case principali (la Casa dell’Orso Ferito e la Casa di Sirico) ed altre strutture commerciali (un forno). La Casa dell'Orso Ferito ha beneficiato del restauro degli affreschi parietali mentre la Casa di Sirico è stata sottoposta sia a restauro che consolidamento. All’interno di una stanza della Casa di Sirico sono stati esposti i primi tre calchi realizzati da Giuseppe Fiorelli nel 1863, danneggiati dai bombardamenti del '43 e recentemente restaurati. Sono calchi che per la novità storica e scientifica hanno una valenza emblematica perché ad essi è dovuto l’avvio di un dibattito culturale che ha influenzato (ed influenza ancor oggi) le arti e la letteratura storica ed archeologica.

La riapertura del reticolo stradale che compone la Regio VII ha suggerito la revisione dei sensi di percorrenza verso il Lupanare, l’edificio più visitato dai turisti nel Parco archeologico di Pompei. L’occasione è stata colta per migliorare i flussi di percorrenza. Da oggi in poi il Lupanare si può visitare solo attraversando il Vicolo della Maschera (attuale uscita) accedendo successivamente alla palazzina antica del postribolo dal Vicolo del Balcone Pensile. Le opere di restauro hanno previsto l’utilizzo di materiali compatibili con quelli originari. Per il corredo di apparati decorativi parietali sono stati posti in essere cordoli di contenimento in malta per intonaci e dipinti murali ed operazioni di stuccatura e protezione di materiale lapideo per gli interventi di cerchiatura delle colonne con acciaio inox brunito.

La Casa dell’Orso Ferito è stata scavata nel 1865, prende nome dal mosaico raffigurante un apotropaico orso ferito da un'asta, affiancato dall'iscrizione “Have”. Fu costruita intorno al 50 d.C.. La domus si presenta piccola ma riccamente dotata di apparati decorativi (come quelli pavimentali). La sua parte posteriore è caratterizzata da un piccolo giardino con fontana a edicola che presenta un suggestivo fondale marino da cui emergono le figure di Nettuno e di Venere adagiata in conchiglia.

La Casa di Sirico è stata scavata nella seconda metà dell’Ottocento. E’ di imponenti dimensioni perché ricavata dall’aggregazione di due dimore. Il nome del proprietario “Publius Vedius Siricus” è noto per il rinvenimento di un anello-sigillo in bronzo. Il personaggio era un politico/commerciante di Pompei che riceveva quotidianamente i propri clientes nella domus, accogliendoli con la beneaugurante iscrizione su cocciopesto “Salve Lucrum” (Benvenuto guadagno!). Spicca per raffinatezza, nella villa, la grande esedra dove si  banchetta sui triclini posti su un pregiato opus sectile pavimentale. Sulle mura figurano affreschi con quadri centrali che rappresentano miti troiani. Durante l’estate i banchetti si celebravano all’aperto, sotto i pergolati dei due peristili affiancati. I calchi esposti nella domus sono tre appartenenti originariamente ad un gruppo di quattro. Si tratta probabilmente di una famiglia colta dalla morte durante l’estremo tentativo di fuga a seguito dell'eruzione del Vesuvio.

twitter: @MarioCardone2 

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