A cura di Mario Cardone

La consultazione pubblica della popolazione di Pompei e la richiesta di convocare il Consiglio comunale monotematico sul Grande Progetto fiume Sarno, con diritto d’intervento per tutti i pompeiani che chiederanno di portare il loro contributo di opinione.

E’ l’invito della lettera aperta al sindaco di Pompei, Pietro Amitrano, degli attivisti del M5S locale partecipanti al TTS (Tavolo Tecnico Sarno). Attivare la democrazia popolare sull’avallo o meno dell’iniziativa annunciata dalla Regione Campania di avviare il primo lotto di lavori pubblici per l’esecuzione del progetto di costruzione della seconda foce del Sarno, che vede in gioco la salvaguardia ed il recupero ambientale e la tutela della salute dei cittadini, insieme alla realizzazione del progetto Unesco di valorizzazione della “Buffer Zone” dei siti archeologici vesuviani.

E’ opinione degli attivisti del M5S di Pompei che l’Amministrazione comunale, ed in particolar modo il sindaco, debba aprire un dialogo aperto dal momento che il diritto di partecipazione ai processi decisionali in materia ambientale è stato sancito nel 1992 dalla Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente e lo sviluppo, e che è stato successivamente richiamato dalla Convenzione di Aarhus del 1998.

Inoltre anche lo Statuto del Comune di Pompei prevede strumenti di democrazia diretta per il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni importanti come quella sulla seconda foce del Sarno. Strumento che sarebbe opportuno ed utile adottare su una questione che investe la salute pubblica e problematiche urbanistiche fondamentali.

Lo scopo della richiesta del M5S, condiviso dai comitati locali di cittadini, punta ad aprire un dibattito serio e diffuso sull’argomento, al fine di acquisire pareri e proposte costruttive. Bisogna ricordare al sindaco Amitrano che gli attivisti di Pompei che partecipano al tavolo tecnico (alcuni della sua stessa maggioranza) hanno partecipato alla raccolta delle 4.000 firme della petizione popolare promossa dal Comitato Gente del Sarno nel 2014, che comportò l’adozione di proposte alternative da sottoporre ai tecnici di Arcadis (l'Agenzia regionale per la difesa del suolo).

Il repentino cambio di rotta da parte dell’Amministrazione regionale sul GPS obbliga associazioni, comitati e movimenti politici a mobilitarsi per conferire trasparenza e condivisione al progetto, dal momento che l’unico argomento serio a sostegno dell’iniziativa sembra essere, per ora, quello di evitare il dragaggio del letto del Sarno.

Pompei è molto interessata dal Grande Progetto Sarno perché sul suo territorio si prevede la “distruzione” del canale Bottaro, opera pubblica borbonica di 400 anni fa. Il suo interramento ed allargamento lo snaturerebbe poiché è nato come canale “pensile” (ossia al di sopra del piano di campagna), e quindi al riparo dagli sversamenti illeciti che sarebbero consentiti con il GPS che, a partire dalla Traversa di Scafati (l’opera idraulica nella piazza di Scafati), trasformerebbe il canale Bottaro in uno scolmatore di acque (inquinate) che alimenterebbero la tanto discussa seconda foce che il progetto prevede venga realizzata a Rovigliano, nel territorio di Torre Annunziata.

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