A cura di Mario Cardone

Passa a maggioranza, nella seduta del consiglio comunale di giovedì 7 febbraio, la delibera di cessazione attività della società Aspide che gestisce la Casa di Riposo di Pompei “Carmine Borrelli”. Ma passa con una modifica apportata all’ultimo momento. Nella sostanza sono stati si allungati i tempi a disposizione dell’amministrazione comunale (da 60 a 180 giorni) per tentare di salvare l’ospizio, che attualmente ospita 30 nonnini, e nello stesso tempo salvare anche i posti di lavoro di 15 dipendenti.

Il risultato dell’ultima delibera (l’ottava) di un consiglio comunale rovente come  è arrivato dopo una sospensione dei lavori per consentire alla maggioranza di consultarsi su una proposta di rinvio avanzata dalla minoranza. In effetti le strade percorribili per tentare un salvataggio in extremis della Casa di Riposo sono al momento due: la prima è l’esternalizzazione dell’attività, vale a dire l’affidamento della gestione ad un’impresa privata. La seconda sarebbe la sua ristrutturazione finanziaria su lungo periodo. Operazione che, come ha dichiarato il sindaco Pietro Amitrano, si avvicina al milione di euro. A tanto ammonterebbero complessivamente i debiti di una società che non presenta il bilancio dal 2012.

Ad onor del vero il dibattito ha messo in chiara luce la buona volontà da parte di tutto il consiglio comunale (anche se le posizioni erano diverse) di tentare ogni strada percorribile per dare la massima tutela in primis agli anziani ospiti della Casa di Riposo, ma anche ai dipendenti che con l’eventuale chiusura dell’ospizio perderebbero il posto di lavoro. Nonostante ciò lo stato di esasperazione del personale (presente in aula) e dei loro familiari ha prodotto un forte stato di agitazione culminato in improperi e frasi pesanti rivolte alla maggioranza.

“Prima siete venuti a chiederci il voto e adesso ci abbandonate”. Sono stati esibiti striscioni di protesta e i lavori del consiglio comunale sono stati fermati per più di un’ora. Alla fine ha parlato un rappresentante dei manifestanti. Successivamente si è aperto il dibattito tra maggioranza ed opposizione con il classico scarica-barile sulle responsabilità nello sperpero di un ingente patrimonio ereditario lasciato agli anziani poveri di Pompei.

Dopo l’approvazione della delibera è partito qualche atto di intemperanza da parte del pubblico, sedato immediatamente dalle forze dell’ordine che hanno filmato tutta la seduta. Durante la fase di forte contestazione del pubblico e dei dipendenti nei confronti dei politici, un anziano presente tra il pubblico è stato colto da malore ed è stato soccorso dal personale sanitario. 

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