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Poggiomarino - Spaccio nei pressi della stazione ferroviaria, eseguite 3 ordinanze di custodia cautelare

Poggiomarino -  Spaccio nei pressi della stazione ferroviaria, eseguite 3 ordinanze di custodia cautelare

Si tratta di tre marocchini di cui uno già noto alle forze dell'ordine e due incensurati

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

I carabinieri della Stazione di Poggiomarino hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di 3 persone, indagate per detenzione e spaccio di stupefacenti. Si tratta di Mouhriz Abderrahim, 33enne di origine marocchina già noto alle forze dell’ordine e di due cugini incensurati di 19 e 22 anni; tutti sono residenti a Poggiomarino.

I militari si sono messi sulle tracce degli indagati dopo un’aggressione tra due cittadini marocchini, avvenuta a novembre 2018 e maturata nell’ambito dello spaccio di stupefacenti. Grazie all’analisi dei contenuti di uno smartphone, perso da uno dei soggetti coinvolti nell’aggressione durante un inseguimento con i carabinieri, ed alle successive intercettazioni telefoniche è stata individuata una piazza di spaccio attiva nell’abitato di Poggiomarino.

Tra gennaio e marzo 2019, in particolare, i militari hanno effettuato numerosi riscontri di vendita di hashish e marijuana a molti acquirenti soprattutto nei pressi della stazione ferroviaria di Poggiomarino e in strade secondarie del centro storico.

Previo contatto telefonico o messaggio inviato agli spacciatori, gli acquirenti raggiungevano il luogo convenuto, il più delle volte senza specificare il motivo dell’incontro; in altre circostanze, ricorrendo ad un linguaggio in codice, gli acquirenti chiedevano di farsi consegnare una “medicina da 100” o “da 50”, oppure di vedersi per un “lavoro di mezza giornata”, in tutti i casi riferendosi al quantitativo di stupefacente richiesto.

In diverse occasioni gli indagati raccomandavano di usare prudenza perché potevano esserci carabinieri in borghese nei paraggi, per cui le consegne dovevano avvenire con estrema rapidità. Spesso, effettuata la consegna “lampo” della droga, gli spacciatori si dileguavano immediatamente correndo sui binari.

Nel corso delle indagini è emersa peraltro l’eccezionale “reattività” degli indagati rispetto alle numerose richieste avanzate dagli acquirenti, in ogni ora del giorno, e la costante disponibilità dello stupefacente. In un caso, di fronte all’impossibilità di garantire la vendita entro i tempi garantiti, un acquirente protestava vivacemente riferendo all’interlocutore che se avesse voluto “diventare Pablo Escobar” avrebbe dovuto modificare atteggiamento e mostrarsi “sempre all’erta con i clienti”.

Le indagini hanno consentito di ricostruire decine di episodi di compravendita e comporre un solido quadro indiziario, anche grazie ai numerosi servizi di osservazione e pedinamento.

Ai 2 indagati di 33 e 22 anni è stata applicata la misura degli arresti domiciliari mentre al 19enne l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
 

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