A cura di Salvatore Cardone

Valerio Bigano è un docente dell’Accademia di Belle Arti di Verona. Ed è l’autore di un interessantissimo libro dal titolo: “Pasta. Il primo d’Italia”, appena pubblicato.

I lettori potrebbero chiedersi: “E che c’azzecca con Torre Annunziata?”. Invece il suo lavoro, dalla bellissima copertina e grafica interna, ha una profonda attinenza con la nostra città, e per diverse ragioni. Innanzitutto perché ci descrive con notizie, e ci rappresenta con foto ed etichette, la realtà dell’Arte Bianca con “Storie, immagini, curiosità sui pastifici del nostro Paese dalla metà del Settecento al 1951”, come è riportato nel sottotitolo della sua opera. Infatti cita ben 416 mulini e pastifici presenti nella nostra penisola.

Ma il dato più significativo per noi è che oltre 70 sono opifici di Torre Annunziata! Nessun’altra città è rappresentata nel suo libro in modo così significativo, in quanto la stessa Gragnano è citata per circa 40 unità presenti sul suo territorio. Inoltre sfogliando le sue duecentocinquantotto pagine, tre sono dedicate a noi come città con il titolo: “Torre Annunziata, brezze di terra e di mare”. Addirittura quattro pagine trattano del pastificio Giovanni Voiello, due di Ignazio Ciniglio e altrettante di Francesco Malacario, una ciascuna per Aurelio De Laurentiis, Teodoro Di Nola, Gaetano Fabbrocino, Salvatore Gallo e i Fratelli Setaro. Senza considerare le citazioni di rilievo per Domenico Orsini, Felicio Fogliamanzillo, Francesco Pagano e a seguire Arpaia, Jennaco, La Rana, Manzo, Vitagliano e tanti altri persino sconosciuti a noi.

E non è finita qui! Nella bibliografia generale sono citati i nomi di Francesco Dati, autore di: “Indagini storiche di Torre Annunziata e della sua grande industria dell’arte bianca”, Vincenzo Amorosi e Giuseppe Mesisca per “Torre Produttiva”. E nella bibliografia monografica i miei due libri: “La vera storia di Francesca e Domenico Orsini” e “Pasta, amore e fantasia. Le origini della famiglia De Laurentiis”. E infine quasi tutte le foto delle stupende e rare etichette dei pastifici torresi fanno parte delle collezioni di Vincenzo Marasco e Giuseppe Mesisca, due nostri scrittori, che le hanno cedute per la pubblicazione a Valerio Bigano. Insomma “Pasta. Il primo d’Italia”, è un libro da leggere e conservare nella nostra biblioteca, perché in esso c’è molta memoria storica della gloriosa arte bianca di Torre Annunziata.

(Nella foto sopra, la pagina del libro dedicata al Pastificio Setaro, con la didascalia: "L’unico pastificio, famoso nel mondo, presente attualmente a Torre Annunziata")