Ci sono luoghi che sembrano custodire la memoria del mare e della storia. Villa Campolieto, con la sua eleganza settecentesca affacciata sul Golfo di Napoli, è uno di questi. In una cornice di rara bellezza, la Compagnia di danza Aplomb ha portato in scena "Parthenope... Napoli è nata femmina", spettacolo firmato dai coreografi Antonio Piccoli e Ivana Riccio, capace di trasformare il mito fondativo della città in un racconto di straordinaria forza poetica.
Più che uno spettacolo di danza, è un viaggio nell'anima di Napoli, là dove il mito si intreccia con la storia e la leggenda diventa identità.
La leggenda della sirena che diede vita a Napoli
Tutto nasce dal destino della sirena Parthenope. Il suo canto d'amore, respinto da Ulisse e dai suoi marinai, si trasforma in dolore, sacrificio e infine rinascita.
Secondo la leggenda, dal suo corpo nasce Napoli: una città destinata a custodire bellezza e malinconia, forza e fragilità, passione e resilienza. È proprio questo filo narrativo che lo spettacolo sviluppa con sensibilità, trasformando il mito in una riflessione profonda sull'identità di un popolo.
Una coreografia che racconta emozioni
Le coreografie di Antonio Piccoli e Ivana Riccio colpiscono per eleganza e intensità. Ogni movimento è carico di significati simbolici, ogni gesto nasce da un'emozione autentica.
I solisti, affiancati da un corpo di ballo perfettamente affiatato, costruiscono immagini di grande suggestione alternando momenti di delicato lirismo a esplosioni di energia collettiva.
La danza non ricerca mai il virtuosismo fine a sé stesso, ma diventa il linguaggio della narrazione. I corpi evocano onde, tempeste, abbracci, partenze e ritorni, mentre il mare sembra prendere forma sul palcoscenico attraverso il movimento.
Danza e prosa in perfetto equilibrio
Di particolare efficacia l'inserimento dei momenti di prosa, che dialogano con la danza senza interromperne il ritmo emotivo.
Le parole accompagnano lo spettatore tra mito e contemporaneità, offrendo nuove chiavi di lettura senza appesantire il racconto scenico. Anche la scelta musicale contribuisce a valorizzare ogni quadro coreografico, sostenendo con equilibrio la forza evocativa delle immagini.
Napoli protagonista assoluta
La vera protagonista della serata è Napoli.
Non la città degli stereotipi o delle cartoline, ma quella più autentica e profonda. Una città "nata femmina", generatrice di cultura, arte e vita, capace di trasformare le ferite in bellezza e di custodire la propria memoria senza rinunciare al futuro.
Lo spettacolo diventa così un omaggio alla sua identità più autentica, celebrata attraverso un linguaggio universale come quello della danza.
Una performance che conquista il pubblico
La Compagnia Aplomb conferma una notevole maturità artistica, offrendo una performance intensa, costruita sul perfetto equilibrio tra tecnica, emozione e capacità narrativa.
Il lavoro di Antonio Piccoli e Ivana Riccio rivela una visione artistica coerente e raffinata, nella quale ogni elemento scenico contribuisce alla costruzione di un racconto coinvolgente.
Gli applausi convinti del pubblico hanno salutato il finale di uno spettacolo capace di emozionare senza ricorrere ad artifici, conquistando gli spettatori con la sincerità della sua proposta artistica.
In una sera d'estate, con il fascino senza tempo di Villa Campolieto e il profilo del Vesuvio a fare da sfondo, "Parthenope... Napoli è nata femmina" ha ricordato che Napoli non è soltanto una città da raccontare, ma un sentimento da vivere. E la danza, ancora una volta, si è rivelata il linguaggio più autentico per darle voce.


