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Rievocazione storica del culto dell'Annunziata, la Torre che esiste e resiste
Celebrata lunedì 19 ottobre la nascita della città in un'atmosfera profonda, spirituale ed emotiva
«La Torre che esiste, la Torre che resiste, la Torre che non smette di credere nella bellezza della propria rinascita. Una città che, attraverso la memoria, la cultura, l'arte e la partecipazione della sua comunità, continua a riaccendere la luce sulle proprie radici e a scrivere nuove pagine della sua storia».
Anna Vitiello indica un percorso per individuare uno squarcio, un bagliore a cui aggrapparsi per attraversare e sovrastare l’ennesimo oltraggio alla città: lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Un provvedimento dello scorso giugno che si è riverberato pesantemente anche sulla sentitissima festa patronale del 22 Ottobre. Tagli irriverenti e indiscriminati agli eventi civili emblematicamente rappresentati dall’assenza delle luminarie, da sempre simbolo identificativo dell’evento. Una festa a luci spente, trionfo dell’incoerenza di un territorio dove prevale assuefazione e rassegnazione.
Ma c’è chi non s’arrende e lotta per restituire ai cittadini l’idea del possibile in un luogo in cui si è instaurata la convinzione dell’impossibile. Don Paolino Franzese, parroco-rettore della Basilica Ave Gratia Plena e amministratore parrocchiale della chiesa San Francesco di Paola, ha combattuto quasi da solo negli ultimi mesi contro i burocrati (categoria ben rappresentata nell’organico comunale oplontino) prima per trasmettere e far metabolizzare il culto del “22 Ottobre” e poi per tentare di conferire decoro all’appuntamento collettivo più sentito dell’anno a Torre Annunziata.
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Solo grazie alla sua costante perseveranza la festa patronale edizione 2026, almeno per il versante storico-religioso, si può fregiare dell’aggettivo “dignitosa”. E proprio la “Torre che esiste e resiste” citata da Anna Vitiello è quella che ha affollato lunedì sera la Basilica della Madonna della Neve in occasione della Rievocazione Storica per celebrare i 707 anni del culto dell’Annunziata e la nascita della Turris Annunciatae.

Un evento che ha azionato la macchina del tempo riportandoci al 19 settembre 1319 quando «Carlo d'Angiò donò con diploma emesso in Aversa per Don Bartolomeo di Capua Ministro di Stato e Protonotario del Regno, quattro moggia di terra a dei fedeli, Guglielmo di Nocera, Puccio Franconi di Napoli, Andrea Perrucci di Scafati, Matteo di Avitaya che fondarono una chiesa dedicata alla Vergine Annunziata, un piccolo monastero e un ospizio nel luogo detto "La Calcarola"». Questo momento sostanziale della nascita della nostra città è stato teatralizzato all’interno Basilica Maria SS. della Neve in un’atmosfera profonda, spirituale, emotiva. La superba voce di Francesca Maresca, ambasciatrice nel mondo della canzone napoletana, ha creato la connessione ideale tra storia, memoria, fede e amore.
Ad aprire l’evento gli allievi scuola di danza “Ballet Studio” di Barbara Castellano e Massimo De Rogatis che hanno introdotto il pubblico nell'atmosfera della rappresentazione attraverso il ballo degli angeli, significativa performance coreografica. Poi i nobili figuranti, indossando gli abiti dell'associazione di rievocatori storici “Fantasie d'epoca” di Francesca Flaminio, gli attori e il racconto, hanno conferito corpo e anima alla celebrazione, trasformando ogni istante in un quadro vivente.
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«Luci, suoni, voci, volti e memorie si sono intrecciati in una serata intensamente vissuta, dove passato e presente si sono incontrati in un abbraccio collettivo. Perché la storia non è soltanto ciò che è stato. È ciò che continua a vivere dentro di noi, ciò che ci unisce, ciò che ci ricorda, chi siamo e da dove veniamo», ha ribadito Anna Vitiello che ha curato ancora una volta la promozione, l’organizzazione, l’allestimento dell’evento, oltre a partecipare attivamente anche come attrice.
Per Francesca Maresca, poi, lo scaffale degli aggettivi da lunedì sera è esaurito. Prima della sua immensità artistica, è la Donna straordinaria che va rimarcata. «Ogni volta che chiamo Francesca - ha sottolineato Don Paolino – è sempre disponibile alla partecipazione delle nostre iniziative. Lo fa con devozione, convinzione, entusiasmo, professionalità e, diciamolo chiaramente, senza mai ricevere alcun compenso». Nell’ambito della rievocazione storica, la cantante ha ipnotizzato i presenti con l’interpretazione dell’Ave Maria di Schubert e del celebre canto di Maria tratto dal Vangelo di Luca, il Magnificat. Poi ha “donato” un’autentica e raffinata appendice artistica: un mini concerto finale dove si sono sovrapposte melodie dal sublime sapore mediterraneo come “Io ce credo” di Claudio Mattone e “Assaje” di Pino Daniele, il fado portoghese con la profonda “Cancao do mar”, il celeberrimo “Adagio” di Albinoni e una suggestiva versione di “Luce”, brano stupendo che porta la firma di Elisa e Zucchero Fornaciari.

Don Paolino Franzese, per la rievocazione storica edizione 2026, ha voluto arricchire l’evento con un filmato sulla nascita del borgo, la leggenda del ritrovamento dell’icona della Madonna della Neve e la genesi della Festa del 22 Ottobre. Il video è stato proiettato all’esterno sulla facciata della Basilica in un’atmosfera magica di una serata speciale, una di quelle che arrivano dritte al cuore e lasciano un segno profondo. Perché c’è ancora una Torre che esiste e resiste!
Gli attori che hanno animato la rappresentazione: Giuseppe Moretto, Vincenzo Tortora, Pasquale Nastri, Giovanni Boccia, Michele Maria Gallo, Michele Parlato, Teodoro Napoli, Sal Fiorenza, Marianeve Vitiello, Tonya Porzio, Anna Vitiello, Marica Russo, Carmen Piccina, Rosa Scarica, Antonella Caraviello, Antonella Amitrano, Lina Guida, Rita Scognamiglio, Liliana Peluso, Carolina Raiola e Luisa Montuori.
(Foto di Antonello Selleri)

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