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Napoli - Maxi truffa dell'IVA: tredici misure cautelari

Napoli - Maxi truffa dell'IVA: tredici misure cautelari

Sequetsrati beni per oltre 80 milioni di euro

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Maxi truffa al Fisco, 13 misure cautelari. Il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, in collaborazione con la Compagnia della Guardia di Finanza di Chieti e la Squadra Mobile della Questura di Chieti, ha dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Napoli nei confronti di 13 soggetti (11 ai domiciliari, per 2 è scattato l'obbligo di dimora nei Comuni di residenza) in quanto ritenuti responsabili di reati associativi finalizzati alla frode fiscale.

L'inchiesta, denominata "One Cent", che portò nel giungo 2018 ad altri arresti e sequestri, è relativa ad indebite compensazioni IVA attuate da un sodalizio ramificato a Napoli e nella provincia teatina. Eseguito anche il sequestro preventivo per oltre 80 milioni di euro nei confronti di 123 tra persone fisiche e società (contribuenti) a fronte di un’evasione complessiva di oltre 150 milioni di euro. Coinvolti nelle indagini anche professionisti e consulenti fiscali.

Il meccanismo fraudolento si basa sulla compensazione di posizioni tributarie, alterate attraverso la presentazione di modelli F24 che i consulenti spendevano direttamente in banca oppure attraverso i servizi di internet banking messi a disposizione dagli intermediari finanziari, mediante il versamento di un solo centesimo (0,01 euro) per ogni modello di pagamento (l’importo minimo per evitare la presentazione del modello F24 tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate). In tal modo, i consulenti fiscali, ritenuti dagli inquirenti i registi della frode, hanno potuto “azzerare” debiti tributari per oltre 80 milioni di euro utilizzando in compensazione crediti fiscali fittizi, che in parte si sommano agli oltre 150 milioni già individuati nei contesti investigativi pregressi.

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Le indagini hanno, inoltre, permesso di dimostrare che alcuni contribuenti, che nelle indagini precedenti erano apparsi inconsapevoli delle condotte illecite poste in essere dal sodalizio, hanno avuto piena consapevolezza del meccanismo fraudolento.

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