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Prodotti elettrici ed elettronici made in Cina diretti a Napoli, sequestro della GdF

Prodotti elettrici ed elettronici made in Cina diretti a  Napoli, sequestro della GdF

Le Fiamme Gialle di Treviso intercettano il carico in autostrada. La merce non era sicura

(1 minuto di lettura)
A cura della Redazione

Maxi sequestro di prodotti elettrici e di elettronica di fabbricazione cinese operato dalla Guardia di Finanza di Treviso. Valore stimato circa 2 milioni di euro.

Sono stati rinvenuti a bordo di un autoarticolato telonato, proveniente dal valico di Tarvisio, fermato nei pressi del casello autostradale di Venezia Est da parte di una pattuglia delle Fiamme Gialle del Gruppo Treviso, quotidianamente impegnato nel controllo e nel monitoraggio dei trasporti delle merci su strada che, provenienti dall’Est Europa, transitano dal Veneto.

Alla richiesta dei finanzieri, il conducente del mezzo ha esibito documenti di trasporto e commerciali da cui è emerso che la merce, fabbricata in Cina, è stata sdoganata in Ungheria, per poi giungere in Italia per via autostradale, con destinazione finale Napoli.

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Vasta è la gamma dei prodotti sequestrati: articoli per la cucina (frullatori, friggitrici, bilance), l’auto (sensori di parcheggio, cavi batterie), la casa e il tempo libero (stereo, fari a led, telecamere, lampade, altoparlanti, mouse, tastiere, amplificatori, calendari digitali, batterie), la cura della persona (piastre per capelli).

Gli articoli sono stati ritenuti pericolosi perché sprovvisti delle dichiarazioni di conformità e delle garanzie per la sicurezza dei consumatori, obbligatorie in base alle normative europee e nazionali, con ciò sfuggendo alle verifiche finalizzate ad assicurare che la merce importata nel territorio comunitario sia stata controllata, non sia pericolosa e soddisfi i requisiti minimi per la salute degli acquirenti, oltre che per la protezione dell’ambiente da materiali inquinanti.

Dall’esame della merce, inoltre, è emersa che, su quasi tutti gli articoli in sequestro, era stata apposta la marcatura “CE” non conforme.

Il conducente e l’importatore, pertanto, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Treviso per i reati di tentata frode in commercio e distribuzione di prodotti pericolosi.

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