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Omicidi di camorra nei primi anni '90, quattro arresti

Omicidi di camorra nei primi anni '90, quattro arresti

Custodia in carcere per i vertici dei clan Lo Russo, Licciardi e Bocchetti-Sacco

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Omicidi di camorra nei primi anni '90, la Polizia arresta 4 persone. In manette, raggiunti da una ordinanza di custodia cautelare in carcere, finiscono Vincenzo Licciardi, alias "o chiatt", Gaetano Bocchetti, conosciuto come "nanuzz", Giuseppe Lo Russo, detto Peppe 'o capiton, e Carmine Costagliola, soprannominato "provolino". I primi tre sono già detenuti per altre cause. Sono a vario titolo indiziati di omicidio aggravato dal metodo mafioso.

Le indagini coordinate dalla DDA ed esperite dalla Squadra Mobile di Napoli, fanno riferimento alle uccisioni di Angelo De Caro, avvenuta in via Gherardo Marone a Napoli il 6 giugno 1990, e di Pasquale Bevilacqua, assassinato in via Cupa Coppa a Chiaiano il 6 febbraio 1991.

Per gli inquirenti, Lo Russo sarebbe coinvolto in entrambi gli agguati mortali, Licciardi e Bocchetti in quello di Bevilacqua, e Costagliola in quello di De Caro.

Lo Russo è considerato al vertice dell'omonimo clan attivo nei quartieri di Miano, Chiaiano, Piscinola e Marianalla. E' in carcere dal lontano 1998, condannato a 25 anni di reclusione per associazione camorristica, omicidio, estorsione e reati in materia di droga. Era stato fermato il 3 ottobre scorso in merito a questa indagine, fermo poi convalidato.

Licciardi è anch'egli elemento di spicco del gruppo criminale omonimo, egemone a Secondigliano e zone limitrofe. Anche lui è detenuto dal 7 febbraio 1998, condannato a 21 anni di galera per associazione camorristica, omicidio, estorsione e reati in materia di stupefacenti.

Al vertice del clan Bocchetti-Sacco c'è invece Gaetano Bocchetti, uno degli arrestati. Il sodalizio gestisce le attività illecite nel rione Don Guanella. E' rinchiuso in carcere dal 24 settembre 1998, dovendo scontare una pena di 25 anni di reclusione per associazione camorristica, omicidio, estorsione e droga.

Infine, Costagliola è stato rintracciato a Roma dagli agenti della locale Questura. Era legato al clan Lo Russo, federato con gli altri due gruppi criminali nell'Alleanza di Secondigliano.

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