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Spararono contro giovane ferendolo gravemente, due arresti

Spararono contro giovane ferendolo gravemente, due arresti

Uno degli autori dell'agguato è il cugino della vittima. Il movente in ambito familiare

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Ferito gravemente ad una gamba a seguito di un raid armato, presi i due presunti responsabili.

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Napoli-Vomero hanno eseguito un’ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere e gli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli, rispettivamente a carico di L. N., 37 anni, ed R. P., 36 anni, gravemente indiziati di essere gli autori del ferimento a mano armata di Luca Mangiapia.

Il 2 novembre, poco dopo l'una di notte, il ragazzo, 25 anni, veniva abbandonato dagli indagati al Pronto Soccorso dell’Ospedale Cardarelli di Napoli con una copiosa emorragia alla gamba sinistra poiché ferito da colpo di arma da fuoco.

Solo il tempestivo intervento dei sanitari ha permesso al 25enne di Pianura di sopravvivere, pur trascorrendo alcuni giorni in rianimazione in pericolo di vita. Tuttavia, ha subito una mutilazione permanente, in quanto gli è stato amputato il piede sinistro.

Le indagini coordinate dalla Procura partenopea, e condotte dai carabinieri del Nucleo Operativo del Vomero, consistite nell’acquisizione e analisi di vari sistemi di videosorveglianza e nella raccolta di dichiarazioni di testimoni, hanno permesso in breve tempo di individuare i presunti autori dell'agguato. Questi risultano essere, rispettivamente, il cugino della vittima (il 36enne) e un soggetto ritenuto vicino agli ambienti della criminalità organizzata dell’area collinare di Napoli.

Gli inquirenti hanno appurato che la vittima è stata prelevata dai presunti responsabili nel quartiere Arenella e condotta nelle vicine campagne dei Camaldoli, qui le avrebbero sparato. I due, dopo aver esploso diversi colpi, uno dei quali andato a segno, avrebbero avvolto il ragazzo in un lenzuolo, già presente nel cofano dell’autovettura, per poi lasciarlo frettolosamente al Cardarelli.

Il movente, per gli investigatori, è da individuarsi in dinamiche familiari, in quanto il 25enne sarebbe stato ritenuto dai suoi due aggressori il responsabile di un ingente furto di preziosi presso l’abitazione di uno dei suoi cugini.

L'auto utilizzata per commettere il delitto è stata rinvenuta abbandonata in un deposito e sottoposta a sequestro.

Gli indagati, dopo essere stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto, e cessato lo stato di irreperibilità di uno dei due, sono stati così condotti, uno in carcere e l'altro ai domiciliari.

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