A cura della Redazione

All’indomani della nomina della Commissione d’accesso al Comune di Torre Annunziata, nessuna forza politica rappresentata in Consiglio comunale, né di maggioranza né di opposizione, ha ritenuto di esprimere pubblicamente valutazioni sulla gravità del provvedimento. Un silenzio che, se per la maggioranza può apparire in qualche modo comprensibile, risulta ben più difficile da giustificare per le forze di opposizione, rimaste finora del tutto mute.

Un atteggiamento che rafforza l’idea che gran parte della minoranza consiliare è incapace di esercitare un reale ruolo di controllo, apparendo nei fatti subalterna alla maggioranza che governa la città.

A rompere il silenzio è stato invece il Circolo del Partito Democratico di Torre Annunziata, che nella giornata di lunedì 5 gennaio ha riunito la propria segreteria per affrontare la questione. Nel corso dell’incontro è stato ribadito come la nomina della Commissione d’accesso rappresenti un evento di estrema gravità, capace di produrre conseguenze rilevanti sul piano amministrativo, istituzionale e politico.

La Segreteria del Pd ha sottolineato la necessità che ogni approfondimento avvenga in un clima di unità e responsabilità, recuperando quello spirito di comunità che deve prevalere soprattutto nei momenti più complessi. Proprio per questo è stata ritenuta indispensabile, prima di qualsiasi convocazione degli organismi dirigenti cittadini, una fase istruttoria che preveda un confronto diretto con il Segretario regionale e con i vertici nazionali del partito, al fine di individuare le scelte più opportune nell’interesse della comunità e del Pd stesso.

La Segreteria ha inoltre fatto proprio l’auspicio espresso dal segretario cittadino Ciro Passeggia, che ha invitato a superare le contrapposizioni interne al partito, eredità di divisioni nel tempo. In una lettera indirizzata ai dirigenti regionali, Passeggia ha riconosciuto le difficoltà di questo percorso, evidenziando come negli ultimi 18 mesi molte decisioni dell’attuale Amministrazione non siano mai state condivise con la direzione politica del Pd, mentre assessori e consiglieri hanno spesso disertato le riunioni di partito e disatteso obblighi statutari, come il versamento di contributi al partito.

«Ciascuno avrà le proprie ragioni – ha scritto Passeggia – ma tutti dobbiamo fare un deciso passo in avanti per scongiurare esiti negativi per la nostra comunità». Da qui l’appello a un contributo leale e responsabile di tutte le componenti, nella convinzione che senza il supporto del partito a livello regionale e nazionale e senza una reale unità interna, le possibilità di incidere positivamente sul futuro della città restino estremamente limitate.

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