A cura della Redazione

Con l’insediamento ufficiale della Commissione di accesso al Comune di Torre Annunziata, iniziano a delinearsi le prime fasi operative dell’attività ispettiva. L’organismo è composto dal viceprefetto Maria Lucia Trezza, dal primo dirigente del Commissariato di Polizia di Torre Annunziata Francesco Cerciello e dal capitano della Guardia di Finanza Martino Marzocca.

Secondo le prime indiscrezioni, entro il 13-14 gennaio dovrà essere trasmesso alla Commissione una corposa documentazione relativa a procedure amministrative e atti adottati in questo ultimo periodo. Successivamente prenderà il via la fase delle audizioni, che coinvolgerà dipendenti e dirigenti comunali, sia in servizio sia già trasferiti o cessati dall’incarico.

Tra le persone che potrebbero essere ascoltate figurano l’ex segretaria generale del Comune, Maria Clara Napolitano, e l’ex comandante della Polizia Municipale Giovanni Forgione. Quest’ultimo sarebbe chiamato a riferire su alcune vicende ritenute rilevanti, a partire dalla processione del 22 ottobre 2024, inizialmente prevista lungo un percorso residenza di soggetti ritenuti di spicco dei clan locali. Al centro dell’attenzione anche gli sgomberi di Largo Grazie e via Pascoli, procedure durante le quali Forgione avrebbe denunciato pressioni subite nel corso delle attività.

Non è esclusa inoltre l’audizione dell’ex dirigente dell’Ufficio Finanziario Nunzio Ariano, già ascoltato in passato dalla Guardia di Finanza quando era ancora in servizio.

I commissari passeranno al vaglio anche tutte le vicende amministrative che hanno coinvolto il Comune nel primo anno e mezzo di mandato dell’attuale Amministrazione, comprese quelle che hanno interessato consiglieri comunali, assessori e componenti dello staff del sindaco.

In questo contesto di forte tensione istituzionale, non è passata inosservata la scelta di una parte della maggioranza consiliare e dell’intera Giunta di sottoscrivere un documento di pieno sostegno al sindaco Corrado Cuccurullo. Un gesto che rischia però di apparire controproducente.

Torre Annunziata, oggi, non ha bisogno di attestati di fedeltà politica, ma di verità, chiarezza e credibilità. Ogni iniziativa che si muove in direzione opposta, anche se animata da buone intenzioni, rischia di produrre l’effetto contrario: rafforzare i dubbi invece di dissiparli.

Ed è proprio questo, al momento, il rischio più grande per la città.