Una premessa è necessaria: questo articolo non nasce con l’intento di alimentare polemiche nei confronti delle Amministrazione comunali. Vuole, invece, richiamare l’attenzione sull’utilizzo sbagliato e, in alcuni casi, improprio della fascia tricolore da parte degli amministratori locali, in particolare assessori e consiglieri comunali. Una vera e propria irregolarità formale.
La fascia trasformata in elemento da “presenzialismo”
Le ricorrenze private, le feste dei cittadini centenari e i molteplici eventi a vario titolo, segnatamente quelli numerosi sacri, sono da tempo divenuti i palcoscenici preferiti per l’uso improprio della fascia tricolore. Giova ricordare che la vigente Circolare del Ministero dell’Interno n. 5 del 4 novembre 1998 (Gazzetta Ufficiale n. 270 del 18 novembre 1998), chiarisce in modo categorico che la fascia tricolore ha un valore altamente simbolico legato alla solennità della Repubblica.
Essa rappresenta il sindaco nella sua veste di capo dell’amministrazione e Ufficiale di Governo. Svilire questo simbolo per trasformarlo in un elemento decorativo da “presenzialismo”, utile (forse) a racimolare like sui social, viola il principio fondamentale di decoro della carica istituzionale.
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L’esclusività del simbolo e il divieto assoluto di delega
Sul punto, come ben noto - ma non per tutti - vige il divieto assoluto per consiglieri e assessori nelle attività di rappresentanza. Il Viminale ha ribadito che non esiste alcuna base legale che permetta ai componenti del Consiglio comunale o della Giunta di fregiarsi del tricolore durante cerimonie, cortei o inaugurazioni. Il Testo Unico degli Enti Locali n. 267/2000, all’articolo 50, comma 12, definisce la fascia come distintivo esclusivo del sindaco.
Ma vi è di più: perfino il Presidente del Consiglio Comunale non può mai indossarla. La regola generale prevede che il vicesindaco abbia il diritto di fregiarsi della fascia solo in
circostanze specifiche e sostitutive: se il sindaco è assente, sospeso o impossibilitato istituzionalmente. Nelle cerimonie e nelle manifestazioni pubbliche, il sindaco non ha il potere di delegare l’uso della fascia tricolore a un assessore, né tantomeno a un consigliere.
Tale esplicito divieto proviene dal Ministero dell’Interno, attraverso appositi pareri del 19 luglio 2018 e del 18 dicembre 2020, in cui si sancisce che l’utilizzo del tricolore da parte di assessori o consiglieri delegati non è in linea con il dettato normativo. L’unica eccezione assoluta in cui un assessore o un consigliere può legalmente indossare la fascia tricolore è quando agisce in qualità di Ufficiale di Stato Civile per la celebrazione di matrimoni o unioni civili (art. 70 del DPR 396 del 3 novembre 2000).
In quel frangente l’amministratore non rappresenta il sindaco, bensì l’organo di Stato. Pertanto, vedere un assessore con il tricolore a una commemorazione ufficiale, a una processione o alle feste patronali è una evidente inosservanza, delega del sindaco o meno.
Lo scivolone materiale sulla “geometria del nastro”
Eppure, oltre all’illegittimità del soggetto, si aggiunge lo scivolone sulle modalità d’uso. Il Ministero dell’Interno con il parere n. 05.01 del 1 settembre 2004 e i successivi atti di sindacato ispettivo al Senato hanno specificato l’esatta geometria prevista: la fascia si indossa esclusivamente sulla spalla destra, facendo scendere il lembo verde vicino al collo e il fiocco sul fianco sinistro. Indossarla al contrario (dalla spalla sinistra al fianco destro) non è una scelta di stile, ma una inosservanza delle direttive vigenti, in quanto i “motivi simbolici e storici individuano come modalità più corretta quella di indossare la fascia tricolore sulla spalla destra”.
Per contro, notiamo che più di un amministratore cade rovinosamente sull’uso e finanche sulla “geometria del nastro”, come risulta sia da parte di assessori che di consiglieri all’interno dell’anzidetto sito.
Distintivi alternativi: le soluzioni per l’Ente
In definitiva, se i nostri amministratori non riescono proprio a fare a meno di un elemento visivo
di riconoscimento pubblico, l’Ente potrebbe dotarsi di distintivi comunali diversi dal Tricolore, ad esempio una spilla o una fascia con i soli colori e lo stemma del Comune. Simboli e fregi meno appariscenti, ma di sicuro
legittimi.


