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Maddaloni, l'ultimo saluto a Sofia: palloni e lacrime per la 15enne scomparsa

Maddaloni, l'ultimo saluto a Sofia: palloni e lacrime per la 15enne scomparsa

L'addio alla giovane cestista: amici e compagni la ricordano con un palleggio sul sagrato

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Un silenzio carico di dolore, poi il suono ritmico di un pallone che rimbalza. È stato questo il saluto più autentico e struggente per Sofia Di Vico, la 15enne cestista scomparsa la scorsa settimana a Ostia, probabilmente a causa di uno shock anafilattico.

All’uscita del feretro dalla chiesa dell’Annunziata di Maddaloni, le sue amiche di sempre, compagne di squadra e di vita, hanno iniziato a palleggiare sul sagrato, trasformando quel gesto semplice nel simbolo di un legame che va oltre la perdita.

Nei primi banchi, distrutti dal dolore, il papà, la mamma e i nonni della ragazza. Intorno a loro una folla composta da tantissimi giovani: compagni di scuola del liceo Cortese, amici e atleti arrivati sin dal mattino per darle l’ultimo saluto. Tutti uniti nel ricordo di Sofia, descritta come una ragazza solare, gentile, sempre pronta ad aiutare gli altri e profondamente legata ai valori dello sport.

Molti hanno indossato una maglietta bianca con la scritta “Ciao boss” e il numero 30, quello della sua divisa. Dall’altare, tra le lacrime, il ricordo delle amiche: parole semplici ma intense, che raccontano una giovane capace di distinguersi per impegno, lealtà e generosità. “Ora dobbiamo vivere anche per te”, ha detto una sua coetanea, rievocando sogni e progetti condivisi.

A presiedere il rito funebre è stato il vescovo di Caserta e Capua, monsignor Pietro Lagnese, che ha invitato tutti a guardare al dolore con gli occhi della fede: “È un momento difficile, ma anche un segno. Sofia è con noi”.

All’esterno della chiesa, oltre al palleggio, anche il lancio di palloncini e un lungo applauso hanno accompagnato il suo ultimo viaggio.

Intanto proseguono le indagini per chiarire le cause della morte. Sotto la lente degli inquirenti il pasto consumato dalla ragazza la sera precedente, durante un soggiorno a Ostia per un torneo sportivo. Gli accertamenti puntano a verificare una possibile contaminazione degli alimenti con proteine del latte, sostanza a cui Sofia era gravemente allergica. La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.

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