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Campania, supermercati con gli scaffali vuoti: il blocco dei tir mette in crisi i rifornimenti
La protesta contro il caro carburanti provoca disagi nella distribuzione alimentare. Cresce la preoccupazione tra commercianti e consumatori
Scaffali vuoti, banchi della frutta e della verdura sempre meno forniti e consegne che non arrivano. La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti comincia a produrre conseguenze concrete anche nei supermercati della Campania, dove si moltiplicano le segnalazioni di difficoltà negli approvvigionamenti alimentari.
Da Napoli a Caserta, fino alla provincia di Salerno, diversi punti vendita stanno facendo i conti con il rallentamento della distribuzione delle merci. A risentirne maggiormente sono i prodotti freschi, che necessitano di rifornimenti frequenti e non possono essere conservati a lungo.
Una situazione che, se dovesse protrarsi, rischierebbe di aggravarsi nei prossimi giorni, coinvolgendo un numero crescente di esercizi commerciali.
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Supermercati in difficoltà, i primi prodotti a mancare
Le criticità più evidenti riguardano frutta, verdura e altri generi alimentari freschi. In alcuni supermercati i banchi dell’ortofrutta risultano quasi completamente sguarniti, mentre i gestori cercano di garantire la disponibilità dei prodotti attraverso le scorte ancora presenti nei magazzini.
Nel Casertano, già domenica 18 ottobre, sono stati documentati scaffali praticamente vuoti nel reparto ortofrutticolo del supermercato Famila di via Borsellino, a Caserta.
Situazioni analoghe vengono segnalate anche nel Salernitano, in particolare a Cava de’ Tirreni, nella Valle dell’Irno, nel basso Cilento e nel capoluogo. Oltre ai prodotti freschi, in alcuni esercizi iniziano a scarseggiare anche latte, uova, farina e pasta.
Vedi prima le notizie che ti interessano Scegli TorreSette come fonte preferita su Google. Bastano due tap: si apre Google, tocchi TorreSette e confermi.A incidere sulla situazione non sono soltanto le difficoltà nelle consegne, ma anche gli acquisti anticipati di alcuni consumatori, preoccupati per il possibile prolungamento della protesta.
Al momento, tuttavia, non si può parlare di un’emergenza alimentare generalizzata. Le difficoltà risultano differenti da un supermercato all’altro e i prodotti a lunga conservazione sono, in generale, meno colpiti.
Autostrade e snodi logistici in difficoltà
All’origine dei disagi c’è la mobilitazione degli autotrasportatori contro il forte aumento del prezzo del gasolio, che sta mettendo in difficoltà le imprese del settore. La protesta, avviata nei giorni scorsi in diverse regioni del Mezzogiorno, si è intensificata in Campania, interessando importanti collegamenti autostradali e poli logistici.
Particolarmente critica la situazione lungo l’A1 Milano-Napoli e l’A30 Caserta-Salerno, con presidi e rallentamenti in corrispondenza di diversi svincoli, tra cui Caianello, Caserta e Nola. Difficoltà sono state segnalate anche nelle aree logistiche di Marcianise e Carinaro, mentre la mobilitazione ha interessato il porto di Napoli.
I rallentamenti ostacolano la regolare circolazione dei mezzi destinati alla distribuzione delle merci, con ripercussioni sui tempi di consegna ai supermercati e alle attività commerciali.
L’allarme della grande distribuzione
A manifestare preoccupazione sono anche gli operatori della grande distribuzione organizzata.
Secondo quanto riportato dalla stampa, Antonio Cristiano, amministratore delegato della catena di supermercati Superò, ha segnalato la mancata consegna di prodotti ortofrutticoli e il rischio che, con il prolungarsi dei blocchi, le difficoltà possano estendersi ad altre categorie merceologiche.
Anche Fausto Amodio, amministratore delegato del gruppo Ciro Amodio, ha confermato le difficoltà nel garantire i rifornimenti ai punti vendita, auspicando una rapida soluzione della vertenza.
Il problema, dunque, non è necessariamente la mancanza di prodotti all’origine, ma l’impossibilità di trasportarli regolarmente dai centri di distribuzione agli esercizi commerciali.
Una criticità particolarmente delicata per una regione come la Campania, dove la distribuzione alimentare dipende in larga misura dal trasporto su gomma.
Attesa per l’incontro con il Governo
La mobilitazione dovrebbe proseguire fino a martedì 20 ottobre, quando è previsto un confronto tra i rappresentanti degli autotrasportatori e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.
Al centro della protesta ci sono i costi del carburante, considerati ormai insostenibili da numerose imprese del settore, e la richiesta di interventi urgenti per alleggerire le spese operative.
L’esito dell’incontro potrebbe risultare decisivo per l’evoluzione della mobilitazione e per il progressivo ripristino dei collegamenti logistici.
Nel frattempo, nei supermercati campani cresce l’attenzione sulla disponibilità delle merci. Il rischio è che il protrarsi dei blocchi possa trasformare le attuali difficoltà di rifornimento in carenze più diffuse, con ulteriori conseguenze per commercianti e consumatori.
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