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Puteolana-Portici, il padre del tifoso in coma: «Chi ha colpito mio figlio deve costituirsi»

Redazione 3 min di lettura
Puteolana-Portici, il padre del tifoso in coma: «Chi ha colpito mio figlio deve costituirsi»
Ore di angoscia per la famiglia di Mario. Il padre Massimo racconta a Kiss Kiss Napoli l’aggressione e le condizioni critiche del figlio.
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Restano critiche le condizioni di Mario, il tifoso del Portici ricoverato in coma farmacologico all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli dopo la violenta aggressione avvenuta al termine della partita contro la Puteolana. A raccontare l’angoscia della famiglia è il padre Massimo, intervistato da Lucio Pengue per Kiss Kiss Napoli davanti all’ospedale.

«Mario è ancora intubato, in coma farmacologico», spiega il padre. «I dottori ieri ci hanno detto che la situazione è critica, è una situazione importante e dobbiamo aspettare l’evolversi della cosa». Poi aggiunge: «Più ore passano, meglio è».

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Il racconto dell’aggressione dopo la partita

Secondo la ricostruzione fornita da Massimo, il figlio stava rientrando a casa in auto quando sarebbe stato seguito da una persona su una bicicletta elettrica, che avrebbe segnalato i suoi spostamenti ad altri individui.

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«È stato pedinato da un ragazzo su una bici elettrica», sostiene il padre. Nei pressi dell’imbocco dell’asse viario, a circa 50 metri dall’ingresso, il gruppo in auto si sarebbe trovato davanti a numerose persone: «Quando sono arrivati a 50 metri dall’asse viario si sono ritrovati 100-150 persone addosso». Si tratta di una testimonianza la cui dinamica dovrà essere verificata dagli investigatori.

Le critiche alla gestione della sicurezza

Il padre esprime amarezza anche per quanto sarebbe accaduto durante il deflusso dei tifosi dallo stadio. «Una partita di Eccellenza, rimetterci la pelle», afferma, interrogandosi sulle misure di separazione delle tifoserie. A suo giudizio, l’intervallo tra le uscite dei sostenitori non sarebbe stato sufficiente a evitare il contatto.

«Il mio rammarico forte è che non c’era la Questura di Portici a Pozzuoli», dichiara. Sono considerazioni del familiare, non accertamenti sulle eventuali responsabilità nell’organizzazione dell’ordine pubblico.

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I soccorsi e l’attesa dei familiari

Nel racconto del padre, Mario sarebbe stato colpito violentemente alla testa con un oggetto metallico. Massimo sottolinea però la rapidità dell’intervento sanitario: «I soccorsi sono stati tempestivi, hanno chiamato l’ambulanza, sono venute due ambulanze». La famiglia resta in attesa di aggiornamenti clinici e ripone fiducia nei medici che assistono il giovane.

L’appello: «Deve costituirsi»

Il passaggio più accorato dell’intervista è l’appello rivolto a chi ha colpito il figlio: «L’appello che voglio fare è che devono arrestare questo assassino, lo devono arrestare». Massimo chiede che il responsabile venga individuato e si costituisca.

Il pensiero va anche ai figli di Mario: «C’ha due bambini piccoli e uno in arrivo», ricorda il nonno. Infine la domanda, carica di dolore: «Ma come si fa per una partita di calcio, ancora con questa violenza?».

Mentre proseguono gli accertamenti sull’aggressione, la famiglia attende notizie dall’ospedale e chiede che sia fatta piena luce su quanto accaduto.

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