Donald Trump torna a minacciare con forza l'Iran. "Un'imponente Armada sta facendo rotta verso l'Iran. Si muove rapidamente, con grande potenza, entusiasmo e determinazione - avverte il presidente americano in un post su Truth - È una flotta più grande di quella inviata in Venezuela, guidata dalla grande portaerei Abraham Lincoln. Come nel caso del Venezuela, è pronta e in grado di compiere rapidamente la sua missione, con rapidità e violenza, se necessario".
Se vuole evitare un attacco che sarebbe "peggiore" di quello del giugno scorso contro i suoi siti nucleari, l'Iran torni al tavolo per negoziare un accordo "giusto ed equo", è il monito del presidente americano. "Si spera che l'Iran si sieda rapidamente al tavolo delle trattative e negozi un accordo equo e giusto - senza armi nucleari - che sia vantaggioso per tutte le parti. Il tempo sta per scadere - avverte - è davvero essenziale!".
"Come ho già detto una volta all'Iran - intima ancora Trump - concludete un accordo! Non l'hanno fatto, e c'è stata l'Operazione Midnight Hammer'" a giugno, che ha provocato "una grave distruzione dell'Iran". "Il prossimo attacco sarà molto peggiore! Non fate in modo che ciò accada di nuovo".
Teheran: "Nessun negoziato in presenza di minacce"
Non ci possono essere negoziati tra Washington e Teheran se gli Stati Uniti minacciano la Repubblica Islamica. Ad affermarlo è stato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, prima del post di Trump. "Fare diplomazia attraverso la minaccia militare non può risultare efficace o utile, se vogliono che i negoziati prendano forma, devono sicuramente rinunciare al ricorso alle minacce, alle richieste eccessive e agli argomenti privi di logica", ha sottolineato. "Non si può parlare di colloqui in un clima di minacce", ha concluso, nelle dichiarazioni trasmesse in televisione.
Dopo l'avvertimento del presidente Usa è intervenuta in un post l'ambasciata iraniana all'Onu: "L'ultima volta che gli Stati Uniti si sono lanciati in guerre in Afghanistan e Iraq, hanno sperperato oltre 7.000 miliardi di dollari e perso più di 7.000 vite americane". "L'Iran è pronto al dialogo basato sul rispetto e sugli interessi reciproci, ma se costretto si difenderà e risponderà come mai prima", scrive l'ambasciata.
Il bilancio delle vittime della repressione
Sono almeno 6.221 i morti confermati durante l'ondata di proteste in Iran. E' questo l'ultimo dato pubblicato da Human Rights Activists News Agency (Hrana). Tra questi, si legge sul sito web dell'organizzazione con base negli Stati Uniti, 5.858 manifestanti, 100 minori, 214 appartenenti alle forze di sicurezza e 49 persone che non erano dimostranti. L'organizzazione conferma che si continua a lavorare per verificare le circostanze di altri 17.091 decessi segnalati. Stando a Hrana, sono almeno 42.324 le persone arrestate.
Impiccato uomo accusato di spionaggio per Israele
L'Iran ha impiccato un uomo dopo averlo riconosciuto colpevole di spionaggio per conto di Israele. Lo ha riportato l'agenzia di stampa iraniana Mizan. "Hamidreza Sabet Esmaeilipour, arrestato il 29 aprile 2025, è stato impiccato per il reato di spionaggio e cooperazione di intelligence a favore di un servizio di intelligence ostile (Mossad, ndr) attraverso il trasferimento di documenti e informazioni classificate, dopo che il verdetto è stato confermato dalla Corte Suprema e attraverso procedure legali", afferma Mizan.
