Il conteggio degli italiani colpiti dall’influenza ha raggiunto i 9,2 milioni, con 720mila nuovi casi registrati nella terza settimana del 2026. Le stime indicano che, entro maggio, il virus influenzale potrebbe colpire fino a 16 milioni di persone, di cui quasi 2 milioni bambini fino ai 14 anni.
Incidenza in calo, ma il Sud preoccupa
Rispetto alla settimana 2/2026, l’indice di incidenza medio nazionale è sceso da 13,3 a 12,7. Il picco dei contagi sembrerebbe dunque superato, ma alcune regioni continuano a destare forte preoccupazione.
Campania maglia nera per la terza settimana consecutiva
La Campania si conferma l’area con l’intensità più elevata, registrando un indice di 23,7, quasi il doppio della media nazionale, per la terza settimana consecutiva.
Basilicata e Puglia in fascia di intensità molto alta
In Basilicata, dopo il forte incremento della settimana precedente, l’indice resta stabile a 21,8, mantenendo la regione nella fascia di intensità molto alta. Male anche la Puglia, che entra nella stessa fascia con un indice di 20,9, in aumento di quasi cinque punti rispetto alla settimana 2/2026.
Segnali positivi da Sardegna e Abruzzo
La Sardegna rimane in fascia di intensità alta ma registra un lieve miglioramento, scendendo di 0,8 punti a quota 18,4. Stessa tendenza per l’Abruzzo, che riduce l’incidenza di 0,9 punti attestandosi a 17,3 e rientrando così nella fascia di intensità media.
Le altre aree sopra la media nazionale
Al di sopra dell’incidenza media nazionale si collocano anche la Provincia Autonoma di Bolzano e la Sicilia, entrambe con un indice di 13,1.
Come rafforzare le difese immunitarie
Oltre alla vaccinazione, quali contromisure possono essere adottate per sostenere il sistema immunitario? Secondo Camilla Pizzoni (nella foto sotto), direttore generale di Pool Pharma, è fondamentale nutrire correttamente il microbiota intestinale, l’insieme di microrganismi che svolgono un ruolo chiave nel supporto delle difese immunitarie.
L’importanza dell’alimentazione per il microbiota
«Il microbiota è un “organo” delicato che va sostenuto con un’alimentazione consapevole – spiega Pizzoni –. Gli alimenti fortemente processati, industriali e gli zuccheri raffinati sono dannosi per il suo equilibrio». Una dieta informata rappresenta quindi la principale fonte di sostegno per il microbiota.
I cibi alleati dell’intestino
Cereali integrali come orzo, farro e riso favoriscono un ambiente intestinale sano. Utili anche i legumi, il pesce e la frutta secca, particolarmente diffusa in questa stagione. Un ruolo importante è svolto dagli alimenti fermentati, come yogurt e kefir, che contribuiscono all’equilibrio del microbiota intestinale.
Il ruolo dei probiotici
«Quando la sola dieta non basta, la probiotica può rappresentare un valido supporto – sottolinea Pizzoni –. Il fisico, messo a dura prova dagli sbalzi termici e dal calo delle ore di luce, può beneficiare di un periodo di integrazione per mantenere in salute l’intestino, spesso definito il “secondo cervello”».
Come avviene il contagio
La maggior parte dei contagi avviene nei luoghi affollati, dove il virus si trasmette per via aerea attraverso starnuti e colpi di tosse. Non vanno però sottovalutati i contagi per contatto: i virus possono sopravvivere per breve tempo su superfici come tavolini, smartphone, maniglie e sostegni dei mezzi pubblici.
Gli alleati della dieta mediterranea
«Nella dieta mediterranea – spiega ancora Pizzoni – gli italiani possono trovare numerosi alleati del sistema immunitario». Tra questi:
- Frutta e verdura ricche di vitamina C, come agrumi, kiwi e spinaci
- Alimenti ricchi di vitamina E, come gli oli vegetali (semi e oliva)
- Cibi ricchi di ferro e zinco, come legumi, uova e frutti di mare
Le buone pratiche per ridurre il rischio
Dal punto di vista comportamentale, oltre alla vaccinazione, è importante mantenere un’elevata igiene delle mani, evitare luoghi affollati nei periodi di picco, prestare attenzione al contatto tra mani e occhi, naso e bocca e favorire le difese immunitarie naturali. Pratiche semplici ma efficaci, in grado di ridurre sensibilmente il rischio di contrarre l’influenza. (Klaus Davi)
