"La Nato non cerca la guerra con nessuno. Ma nessuno scambi il fatto che la Nato è un'alleanza difensiva come una debolezza. In breve, faremo in modo che qualsiasi attacco contro un nostro alleato si riveli del tutto vano". Queste le parole del Comandante Supremo della Nato Alexus Grynkewich, intervenuto oggi 12 ottobre al Warsaw Security Forum.
Il comandante supremo ha poi proseguito affermando: "Grazie alla nostra forza collettiva, manterremo la pace. Ma se qualcuno fosse così sconsiderato da attaccarci, reagiremo. Respingeremo l'attacco e impediremo loro di raggiungere i propri obiettivi, qualunque essi siano. In breve, faremo in modo che qualsiasi attacco contro un nostro alleato si riveli del tutto vano", premettendo che un conflitto "non è imminente né inevitabile".
Grynkewich ha dunque illustrato le tre fasi di un'azione dell'Alleanza in caso di aggressione militare: "Bloccare l'attacco, smorzarne la forza, e solo se l'attacco non cessa, neutralizzare le forze che lo stanno sferrando". Ha poi aggiunto: "E' improbabile che l'Alleanza venga colta di sorpresa. Saremo in grado di individuare un imminente attacco, avendo il tempo necessario per valutarne le intenzioni e dispiegare rapidamente le forze".
TORRESETTE AI
Hai domande su questa notizia?
Chiedi a TorreSette AI e scopri di più.
La posizione degli Stati Uniti sul conflitto e l’impegno verso l’alleanza
All’interrogativo sulla presenza o meno degli Stati Uniti nell’alleanza, Grynkewich risponde così: “Abbiamo truppe americane qui in Polonia oggi e truppe americane schierate lungo il fianco orientale. In fin dei conti, si tratta di una decisione politica stabilire chi fornisca truppe e dove, ma credo che nessuno debba mettere in dubbio l’impegno degli Stati Uniti verso questa alleanza. Voglio dire, io sono qui. Sono un ufficiale americano inviato qui dal presidente Donald Trump, dopo la nomina confermata dal Senato degli Stati Uniti e la nomina al Consiglio del Nord Atlantico per l’incarico che ricopro. Tutto questo è stato voluto dal presidente Trump. È una dimostrazione di impegno verso l’alleanza. E credo che la questione non riguardi solo me. Per quanto io sia coinvolto in prima persona, c’è molto di più in gioco quando l’America assume un simile impegno”.
A cura di Federica Faraone Mennella


