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Torre Annunziata, dipendenti comunali in stato di agitazione: i sindacati chiedono l'intervento del Prefetto

Redazione Torre Annunziata · 4 min di lettura
Torre Annunziata, dipendenti comunali in stato di agitazione: i sindacati chiedono l'intervento del Prefetto

Carenza di personale, progressioni di carriera bloccate e compensi non pagati. CGIL, CISL, UIL e CSA denunciano gravi criticità nella gestione dell’Ente e chiedono un confronto urgente.

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Si apre un nuovo fronte di tensione al Comune di Torre Annunziata, attualmente amministrato dalla Commissione straordinaria. Le organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e CSA, insieme alla rappresentanza sindacale unitaria (RSU), hanno proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale comunale, denunciando una serie di criticità organizzative, economiche e nei rapporti con la gestione commissariale.

La decisione è maturata al termine dell’assemblea generale dei dipendenti, svoltasi il 27 ottobre 2026, che ha registrato, secondo quanto riferito dai sindacati, una partecipazione straordinaria e consapevole dei lavoratori.

Con una nota protocollata il 28 ottobre, le organizzazioni sindacali si sono rivolte al Prefetto di Napoli, chiedendo l’attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione del conflitto prevista dalla legge 146 del 1990.

La comunicazione è stata trasmessa, per conoscenza, anche alla Commissione straordinaria del Comune, al segretario generale e alla Commissione di garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.

Carenza di personale e progressioni di carriera: le contestazioni dei sindacati

Tra le principali criticità denunciate figura la grave e strutturale carenza di organico, che interesserebbe numerosi settori dell’amministrazione comunale. Secondo le organizzazioni sindacali, la drastica riduzione del personale e la presenza di interi uffici ridotti all’osso determinerebbero carichi di lavoro insostenibili, arrivando a compromettere persino la regolare fruizione della formazione obbligatoria.

Particolarmente contestata anche la gestione delle progressioni verticali interne, che la Commissione straordinaria avrebbe sospeso e, secondo i sindacati, presumibilmente revocato senza fornire motivazioni.

Una decisione interpretata dalle rappresentanze dei lavoratori come un segnale di sfiducia nei confronti del personale in servizio, con conseguenze sulle legittime aspettative di crescita professionale.

Smart working e compensi: le altre criticità

Nel documento viene denunciata anche una presunta disparità di trattamento nell’accesso al lavoro agile. Secondo i sindacati, lo smart working non sarebbe concesso in tutte le aree dell’Ente, con differenze di trattamento tra dipendenti considerate ingiustificate.

Sul versante economico, le organizzazioni sindacali segnalano diverse questioni ancora irrisolte. In particolare, lamentano la mancata corresponsione dei compensi relativi alla performance 2025 e il mancato pagamento del salario accessorio per l’intero 2026.

A queste problematiche si aggiungerebbe il ritardo nella costituzione del Fondo Risorse Decentrate per il 2026, attribuito alla mancata certificazione da parte dei revisori dei conti.

Un insieme di situazioni che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, contribuisce ad alimentare il malcontento all’interno della macchina amministrativa.

Le accuse sul clima interno e gli attacchi ai dipendenti

Uno dei passaggi più delicati del documento riguarda il clima che si sarebbe creato intorno al personale comunale. Le organizzazioni sindacali denunciano una campagna di delegittimazione, caratterizzata, a loro giudizio, da attacchi mediatici e social nei confronti dei dipendenti.

Nel documento si fa riferimento a narrazioni ritenute offensive, che rappresenterebbero il personale come inefficiente o riconducibile a presunti centri di potere, attribuendo ai lavoratori responsabilità per carenze organizzative e gestionali. I sindacati contestano inoltre alcune affermazioni diffuse sui social dall’associazione cittadina “Commissari Siamo Noi”, che avrebbe sostenuto che i dipendenti comunali fossero amici e parenti dei politici coinvolti nello scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche.

Si tratta di affermazioni riportate e contestate dalle organizzazioni sindacali, non di circostanze accertate.

A suscitare ulteriore indignazione, secondo i firmatari della nota, sarebbe stato il mancato intervento pubblico di condanna da parte della gestione commissariale. Una situazione che, a giudizio dei sindacati, avrebbe lasciato i dipendenti privi della necessaria tutela istituzionale.

La richiesta al Prefetto: avviare la conciliazione

Al termine dell’assemblea del 27 ottobre, il personale ha conferito alle organizzazioni sindacali un mandato espresso e unanime per proclamare lo stato di agitazione e attivare tutte le iniziative sindacali a tutela della dignità e dei diritti dei lavoratori.

Da qui la richiesta al Prefetto di Napoli di avviare formalmente la procedura di raffreddamento e conciliazione del conflitto, prevista dall’articolo 2, comma 2, della legge 146/1990.

L’obiettivo dichiarato è convocare urgentemente le parti, tentare una composizione delle controversie e ristabilire corrette relazioni sindacali e un clima di rispetto istituzionale nei confronti dei dipendenti.

La proclamazione dello stato di agitazione, è opportuno precisarlo, non equivale all’indizione immediata di uno sciopero, ma rappresenta l’avvio di una fase formale di mobilitazione sindacale.

Una nuova criticità per il Comune amministrato dai commissari

La vertenza si inserisce in una fase particolarmente delicata per Torre Annunziata, dopo lo scioglimento del Consiglio comunale e l’insediamento della Commissione straordinaria.

Le contestazioni dei sindacati pongono al centro una questione che riguarda non soltanto le condizioni di lavoro dei dipendenti, ma anche la capacità dell’amministrazione di garantire continuità, efficienza e qualità dei servizi ai cittadini.

La carenza di personale, le difficoltà organizzative e le tensioni interne, se confermate, rischiano infatti di incidere sul funzionamento degli uffici proprio mentre alla gestione commissariale è affidato il compito di accompagnare l’Ente in una fase di risanamento e ripristino della piena legalità amministrativa.

Il confronto richiesto al Prefetto rappresenterà quindi un passaggio importante per verificare le criticità denunciate e individuare possibili soluzioni.

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