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San Giorgio a Cremano - Imputati per reati lievi, convenzione con Tribunale Penale per "messa alla prova"

San Giorgio a Cremano - Imputati per reati lievi, convenzione con Tribunale Penale per "messa alla prova"
(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Il sindaco di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno, ha firmato una convenzione con il presidente del Tribunale Penale di Napoli, Ettore Ferrara, per la cosiddetta "messa alla prova" di imputati di reati puniti con la sola pena pecuniaria o con la pena detentiva inferiore a quattro anni di reclusione. Secondo il patto, queste persone potranno svolgere presso il Comune di San Giorgio a Cremano lavori di pubblica utilità, non retribuiti, in favore della collettività.

Il programma di trattamento prevede: lavori di manutenzione e pulizia del patrimonio immobiliare e del verde pubblico; prestazioni di lavoro per finalità di protezione civile e di vigilanza del verde e delle scuole; lavori a supporto degli uffici comunali o attinenti alla specifica professionalità degli imputati. Secondo la convenzione, le persone che presteranno servizio gratuito presso l'ente potranno essere un massimo di 15 contemporaneamente e per non meno di 10 giorni lavorativi. Con loro verranno stipulati accordi individuali, sottoscritti dal soggetto imputato e dal referente del Comune.

«La messa alla prova - spiega il sindaco Giorgio Zinno - da un lato è un'occasione di recupero per chi ha sbagliato una sola volta, dall'altro offre all'Ente la possibilità di ottenere unità utili a svolgere mansioni per la collettività, aumentando la forza lavoro già in essere. Inoltre anche la comunità verrà resa partecipe del percorso, favorendo così l'educazione all'accoglienza e all'inclusione sociale».

La convenzione tra il Comune di San Giorgio a Cremano e il Tribunale di Napoli è la concretizzazione della legge 67/2014, entrata in vigore il 17 maggio 2014, che ha introdotto la sospensione del procedimento penale con "messa alla prova". La norma concede ad un imputato di chiedere di svolgere lavori di pubblica utilità presso un ente pubblico, (Comuni, Regioni, aziende sanitarie, ecc.), come condotta riparatoria e in maniera totalmente gratuita. Sarà il giudice a decidere se accordare o meno il Programma di Trattamento e attraverso l'UEPE, ad avviare con il procedimento con l'ente convenzionato.

«Immaginiamo percorsi di sostegno anche nell'ambito dei Servizi Sociali - conclude il vicesindaco Giovanni Marino - contribuendo così ad implementare i servizi erogati al cittadino».

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