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Piano Paesaggistico Regionale, i sindaci dei Monti Lattari e delle Costiere chiedono meno rigidità

Redazione 3 min di lettura
Piano Paesaggistico Regionale, i sindaci dei Monti Lattari e delle Costiere chiedono meno rigidità

Documento comune presentato alla Regione Campania. Il sindaco di Pimonte Francesco Somma: «Il paesaggio va difeso, ma insieme a chi lo vive ogni giorno».

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Una tutela del paesaggio che tenga conto anche delle esigenze dei cittadini, garantendo sicurezza, servizi, riqualificazione urbana e diritto all'abitare. È quanto chiedono i sindaci dei Monti Lattari, della penisola sorrentina e della costiera amalfitana, che hanno elaborato un documento condiviso contenente osservazioni e proposte sul nuovo Piano Paesaggistico Regionale.

Il documento è stato portato questa mattina all'attenzione della Regione Campania, nel corso di un incontro finalizzato a rappresentare le criticità dei territori interessati e a chiedere una pianificazione capace di coniugare la salvaguardia ambientale con le necessità delle comunità locali.

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Somma: «Il nuovo Piano non ripeta le rigidità del PUT»

A illustrare le ragioni dell'iniziativa è il sindaco di Pimonte, Francesco Somma, che sottolinea la necessità di superare alcune delle difficoltà legate all'attuale sistema di vincoli urbanistici e paesaggistici.

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«Il nuovo Piano deve rappresentare una svolta e un'opportunità per i nostri territori – afferma Somma – evitando di riproporre le difficoltà e le rigidità che il PUT (Piano Urbanistico Territoriale) ci impone quotidianamente».

Il primo cittadino spiega che il documento è il risultato di un lavoro di confronto tra amministratori e tecnici dei diversi Comuni. «Nei giorni scorsi abbiamo lavorato molto alla costruzione di un documento condiviso, con l'assessore Alberto Grosso, l'ingegnere Giovanni Staiano e tutti gli amministratori e gli uffici tecnici dei Comuni della nostra area».

Per ciascun ente sono state individuate e messe nero su bianco le principali criticità, accompagnate da osservazioni e proposte concrete, con l'obiettivo di farle recepire nel nuovo strumento di pianificazione regionale.

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«Non chiediamo meno tutela, ma regole compatibili con la vita delle comunità»

Il nodo centrale riguarda il rapporto tra la necessità di proteggere territori di straordinario valore paesaggistico e quella di garantire condizioni di vita adeguate alle popolazioni residenti.

«La nostra posizione è semplice – sottolinea Somma –: nessuno più di chi vive e amministra questi territori può difenderne il paesaggio e conoscerne le esigenze».

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Il sindaco chiarisce che la richiesta dei Comuni non punta a ridurre le garanzie di salvaguardia ambientale, ma a rendere le regole più aderenti alle caratteristiche e ai bisogni delle diverse realtà territoriali.

«Non chiediamo meno tutela. Chiediamo una tutela equilibrata, concreta e compatibile con la vita delle nostre comunità, che consenta di proteggere il territorio, ma anche di garantire sicurezza, servizi, riqualificazione e diritto all'abitare».

Una posizione che mette al centro il ruolo delle amministrazioni locali nella definizione delle scelte urbanistiche, soprattutto in aree dove i vincoli paesaggistici incidono significativamente sulle possibilità di intervento.

Il ruolo dei Comuni nella definizione del nuovo Piano

L'obiettivo dei sindaci è ottenere che le osservazioni contenute nel documento condiviso siano valutate e recepite nell'elaborazione del nuovo Piano Paesaggistico Regionale, considerato uno strumento fondamentale per il futuro dei territori interessati.

«Faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità affinché le criticità evidenziate vengano affrontate e trovino spazio nel nuovo Piano Paesaggistico Regionale», assicura Somma.

Il primo cittadino ribadisce infine la necessità di coinvolgere direttamente gli enti locali nelle decisioni che riguardano la tutela e lo sviluppo del territorio.

«Il paesaggio va difeso. Ma va difeso insieme a chi lo vive ogni giorno. Pimonte continuerà a fare la propria parte, con serietà, competenza e tantissima determinazione affinché il principale strumento di pianificazione territoriale e di tutela del paesaggio veda come protagonisti i Comuni che vivono i territori e non la sola burocrazia dei vincoli».

Una richiesta che accomuna le amministrazioni dei Monti Lattari, della penisola sorrentina e della costiera amalfitana, intenzionate a far sentire la propria voce nella definizione delle nuove regole regionali per la tutela del paesaggio.

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