A cura di Antonio D'Errico

Due lunghissimi serpentoni partiti da diversi punti di Boscoreale hanno dato vita stamattina alla manifestazione “Boscoreale in marcia” per dire «no» alla camorra, alla violenza e alla criminalità. Quasi tremila studenti festanti delle scuole cittadine di ogni ordine e grado hanno inondato la città vesuviana. Decine di striscioni inneggianti alla legalità, al vivere civile, alla sicurezza, hanno fatto da cornice ai cortei.

«Grazie a tutti voi e con tutto il cuore perché questa mattina avete colorato le strade di Boscoreale di legalità, amore e tanta gioia - ha esordito Valentina Mazzola, assessore alla legalità e pubblica istruzione -. E' stata occasione per valorizzare l’impegno e la partecipazione civile, per rafforzare i legami di solidarietà e per contribuire a costruire una società fondata  sui valori della legalità e della giustizia. Una marcia  -ha concluso l’assessore Mazzola - che ha unità tutte le anime di questa città in un unico corpo che parla la stessa lingua, che parla di legalità, giustizia e rispetto».

Il sindaco Giuseppe Balzano ha esortato i ragazzi «a non avere paura e a mantenere sempre la schiena dritta. Come ci insegnano tutti coloro che non hanno piegato la schiena davanti alle minacce e alla prevaricazione. E’ nella lotta per l’affermazione della legalità che risiede il senso più autentico della dignità umana. Quella dignità che costituisce la base autentica della libertà. Ragazzi - ha proseguito il sindaco -, godetevi la vita, innamoratevi, siate felici. ma diventate partigiani di questa nuova resistenza dei valori e degli ideali. Non abbiate paura di pensare, di denunciare e di agire da uomini liberi e consapevoli. State attenti, siate vigili , siate sentinelle di voi stessi . L’avvenire è nelle vostre mani. Ricordatelo sempre».

Alla manifestazione ha preso parte anche Lucia Fortini, assessore regionale alla pubblica istruzione e politiche sociali, che ha invitato sul palco un gruppo di studenti per dare vita a un momento di festa. «Questo è un momento per capire che non siete soli - ha detto -. Condivido il vostro messaggio, siete una forza e nessuno vi può fermare. Siamo una comunità che deve funzionare sempre meglio».

Alla manifestaizone è intervenuta anche Maria Luisa Iavarone, la mamma di Arturo, il ragazzo ferito da una babygang a Napoli lo scorso dicembre: «La città di Boscoreale ha dato una risposta pregnante al bisogno di legalità in una società fatta di regole che vanno rispettate per vivere tutti meglio».

Presente pure Luigi Coppola, testimone di giustizia, presidente del movimento per la lotta alla criminalità organizzata. 

Hanno partecipato altresì le Associazioni “Città senza periferie”, “Neapolis Lab”, “Amato Lamberti”, “Boscoreale running”, “Asd centro danza latin dance”.

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